I racconti di Capitan U 1947: la Violenza fa Audience, ma… divora l’Anima

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Ciao Amici. C’è una domanda che mi ronza in testa da stamattina. Una mattinata storta, di quelle che ti svuotano.

La domanda è questa: quando è che la violenza smette di fare audience? Perché oggi l’audience la si fa solo così. Accendi la TV, apri il telefono, ed è un bollettino di guerra quotidiano.

Bambini strappati a genitori perbene che li amano, con la scusa di una “virgola”, mentre sotto i nostri occhi altri bambini vengono messi al mondo per un destino già scritto: prima servono per far sì che le madri possano borseggiare senza finire in galera perché incinte, poi vengono addestrati a rubare a cinque, sei anni. Quando dovrebbero andare all’asilo, a scuola, imparare a giocare, a socializzare … loro imparano a delinquere e a crescere ignoranti. E nessuno dice niente.

Donne violentate da stupratori seriali arrestati e rimessi in libertà il giorno dopo, pronti a rifarlo.

Guerre infinite e stragi infinite raccontate e mostrate in diretta, come fosse un reality. Il sangue in prima serata.

Risse tra parlamentari che dovrebbero dare il buon esempio e invece offrono il peggio di sé, facendo vergognare chi li ha votati.

Rincari della benzina, bollette che schizzano, un futuro sempre più incerto.

Denunce, denunce, denunce. Proposte? Spesso assenti ingiustificate. Le belle notizie cestinate. La speranza? … Neanche a parlarne.

E noi, davanti a quello schermo, sempre più giù. Drogati delle nostre stesse disgrazie, quasi rassegnati al nostro destino.

Io, Capitan U, a questo gioco mi ribello e vi dico una cosa semplice: nutritevi di quel guano e alla fine lì vi affogherete.

Sapete quando la violenza NON fa più audience? Quando voi, noi, tutti insieme cambiamo canale nello stesso istante. È un gesto rivoluzionario, oggi. Cercare l’opposto. Un documentario che esalta la bellezza della natura invece del sangue. Un film con una bella e romantica storia d’amore invece di una con la fine tragica.

I soldi della pubblicità vanno dove la gente si sofferma a guardare. È una legge brutale ma vera. Togliete la benzina alla violenza e all’orrore e il suo motore si spegnerà. Si spegnerà da solo.

Vi sembro troppo un sognatore che sparge illusioni?

Vi rispondo: meglio un sognatore che offre gioia e vita, che un untore di tragedie che semina odio e rassegnazione. E vi lascio con una scena di un film, “Love Story” che sta per finire tragicamente con Jenny che si spegne tra le braccia di Oliver. No, non lo accetto, mi ribello e cambio finale …

CON ME JENNY NON MUORE

 

Io scelgo di sognare. E voi? … Un grande abbraccio

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

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