La narrazione sui disagi giovanili ci prospetta un mondo senza risposte che spinge molti ragazzi verso la droga, la violenza, i falsi miti di ricchezza e di potere. Soffermarsi, riflettere, ascoltare sono la prova di un’attenzione che pare scomparsa, uccisa dalla protervia dei cosiddetti più forti, eppure ancora con sacrifici personali, guidato da una volontà si direbbe missionaria, c’è chi “cura” con dedizione

l’abbandono di giovani vite. L’altra faccia di Milano che spesso non trova strutture adatte, educatori sufficienti, attenzione.
“Proponiamo l’esperienza di Simone Feder, psicologo, educatore, volontario al Boschetto di Rogoredo, testimone di numerosissimi episodi di umanità giovanile incerta, a volte rassegnata.
“Li avevamo incontrati mercoledì scorso nel bosco: Angelo, Olga e Anna di sedici anni.
Non erano lì per consumare sostanze. Erano semplicemente finiti nel bosco, dentro una situazione più grande di loro. Ci avevano chiesto attenzione e noi avevamo provato a rispondere con un gesto semplice: una tenda.
Un piccolo riparo contro il freddo, contro la paura, contro una notte senza sapere dove andare.
Prima di salutarci avevamo detto che saremmo tornati.
E questa sera, nonostante la pioggia, erano lì ad aspettarci.
Nei giorni scorsi ci era arrivata una loro mail. Poche parole, ma capaci di rimanere dentro. In quel “grazie” c’era molto più della gratitudine per una tenda: c’era il sentirsi visti, ascoltati, ricordati.
E pensavo ad Anna, a quei suoi sedici anni.
A quanto sia ingiusto che una ragazza così giovane debba conoscere la paura di non sapere dove dormirà quella notte.
Questa sera, però, con i volontari del Team Rogoredo ce lo siamo detti subito: non potevamo lasciarli lì.
Grazie al cuore di Monica e alla disponibilità immediata, concreta e senza fronzoli di Progetto Arca, per loro si è aperta una porta.
Un luogo caldo. Un letto. Un posto sicuro.
E mentre li vedevamo andare via, con il loro grazie ancora negli occhi, ho pensato che forse il senso del nostro esserci è proprio questo: tornare.
Tornare quando avevi detto che saresti tornato. Restare quando sarebbe più facile andare via. Ricordare a qualcuno che, anche nel momento più difficile, non è dimenticato.
Questa sera, sotto la pioggia, tre persone hanno scoperto che qualcuno era tornato davvero.
E forse, qualche volta, una promessa mantenuta può essere già una piccola luce nel buio.”

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano