Ci lascia Il capitano Franco Baresi, un giocatore fortissimo, umile e attaccato al Milan dal vivaio alla sua ultima vita da dirigente.
Ho avuto la fortuna di vedere giocare per 20 anni Franco Baresi, un difensore moderno, elegante nell’uscita e nell’impostazione ma imbattibile nel contrasto, nelle chiusure in scivolata, negli anticipi.

Lo ricordo protagonista elegante e con una fisicità dirompente nel Milan della stella (1978/79) di Liedholm: per lui si parlava di un futuro da centrocampista. Poi una brutta malattia e la retrocessione in B col Milan. Lui rimane con i rossoneri, nel cui vivaio era cresciuto, mentre altri fanno gli schizzinosi e se ne vanno.
Torna in A più forte di prima e, mentre sta per essere ceduto alla Juventus da Giussy Farina, arriva un nuovo Presidente del Milan, Silvio Berlusconi, che attorno alla sua conferma costruisce il Milan più vittorioso di sempre.
Nelle squadre di Sacchi e Capello, vince scudetti e Coppe dei Campioni: ci sono tante stelle ma il Capitano è il cuore della squadra, sempre pronto a immolarsi per fermare gli avversari. Il suo viso è maschera di sofferenza ma nasconde una intelligenza calcistica che gli consentiva anticipi eccezionali e implacabili chiamate di fuorigioco.
Ha guidato la difesa del Milan per 20 anni e per 10 la Nazionale. Tante imprese, sempre umile e sempre con una maglia, la numero 6 del Milan. Se ne andato ieri, ma chi lo ha visto giocare lo ricorderà sempre come il Capitano.
Milanista dal 70
Addio a Franco Baresi: il calcio italiano piange la sua leggenda
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