lunedì, Luglio 27, 2026

I racconti di Capitan U 1947: Cara Mimì … l’umanità non cambia.

Cultura e spettacolo I racconti di Capitan U 1947 Video

 

L’ho incontrata un’ultima volta in ascensore. All’ Hotel 501 di Vibo Valentia.

Teneva in braccio il suo piccolo cane, un chihuahua marroncino, credo. Sguardo basso e smarrito. La voce che aveva riempito Sanremo era ridotta a un filo. Io l’ho abbracciata. Non c’erano parole, c’era solo il peso di una cattiveria che non aveva nome.

La chiamavamo tutti Mimì. Mia Martini era la voce rotta più vera d’Italia. Quella che non recitava. Quella che ti guardava negli occhi e ti cantava l’anima.

Poi qualcuno, a cui doveva aver detto “no”, mise in giro una voce bastarda. “Porta iella”. “Porta sfortuna”. Una stupidaggine da bar, vomitata nel mondo dello spettacolo.

E l’umanità, quella con la cravatta e il “tesserino”, ci ha creduto … o ha fatto finta di crederci. È stato peggio.

Me lo ricordo, come fosse ieri mattina … mi trovavo nella redazione di una rivista musicale importante per un incontro con un dirigente che contava. Arrivò un fattorino con una busta grossa. Dentro c’erano il nuovo LP di Mia Martini e un paio di stivali di plastica gialli, un omaggio promozionale. Il dirigente li prese, li guardò, e, con una smorfia di schifo, li gettò nel cestino. Poi toccò un oggetto metallico sulla scrivania. Ferro, per scaramanzia.

Sono uscito immediatamente senza salutare … io, ero schifato! Perché lì ho capito che Mimì non era più una cantante, una grande artista … era diventata un tabù, un qualcosa da evitare o toccare con i guanti di gomma.

Da quel giorno, a ogni manifestazione era sempre la stessa cosa. Arrivava lei, e tutti … mano sul ferro, mano sul legno, scongiuri. La psicosi era diventata religione. E quando succedeva un incidente, un microfono che cadeva, una luce che saltava… era colpa di Mimì. “Attira gli incidenti”, dicevano. La iella camminava, ma non era colpa di Mimì … era la stupida paura collettiva che la attirava.

Lei lo capì e si chiuse in camera. In sé stessa. Si isolò dal mondo che l’aveva osannata e poi sputata. Fino al 14 maggio 1995, quando la trovarono addormentata nel letto di casa sua, a Cardano al Campo, nella casa dove si era trasferita da poco. Se ne era andata sola … come sola l’avevano lasciata.

 

Ma Mia Martini non va ricordata per come è morta. Va ricordata per quello che ha donato.

Per le canzoni che erano pugni e carezze insieme. Per il coraggio, nello stonato “minuetto della vita”, di dire “no” quando tutti dicevano “sì”. Per la voce che non chiedeva scusa di essere vera. Ha riempito teatri e ha riempito vite. Ha dato alla musica italiana un’anima che non aveva prezzo.

E invece l’ambiente musicale, quello stesso che l’aveva costruita, l’ha distrutta. Con una voce, con un gesto, con uno stivale giallo buttato nel cestino. Vigliacchi! … Tutti!

Qualche notte fa, però, ho sognato Mia martini, e in un racconto, in una favola, come quelle che a volte scrivo, può anche accadere. Era serena., sorrideva come quando cantava. Mi ha guardato e non ha detto nulla di cattivo. Ha perdonato, ha perdonato tutti. Chi ha sparso la voce, chi ci ha creduto e chi ha toccato ferro al suo passaggio.

Lei spera, come spero anch’io, che tutti quelli che l’hanno tradita trovino il perdono. Prima quello di Dio e poi, se ci riescono … quello della loro coscienza.

Cara Mimì … gli uomini, le donne … non cambiano, proprio come cantavi tu.   È vero anche, però, che, in qualche modo, tu sei riuscita a rimodellarci in positivo. Con la magia delle tue interpretazioni hai tirato fuori il meglio nascosto dentro ognuno di noi, obbligandolo a salire in superficie, a uscire allo scoperto … per farci capire che “Dire No” non è semplice, ma se ci riesci … cresci tu e aiuti a crescere anche gli altri.

Cari amici, vi lascio con la canzone “Dire no” che, io la musica e Alberto Salerno il testo, abbiamo scritto per Mia Martini. Un brano che è uscito postumo, dopo la sua morte … forse, un piccolo frammento dell’immensa eredità che lei ci ha lasciato.

 

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

12 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: Cara Mimì … l’umanità non cambia.

  1. Una delle più grandi Artiste

    Grazie CapitanU per averci donato questo bellissimo momento di storia Italiana

    Un abbraccio

  2. Purtroppo carissimo Capitan U l’indimenticabile Mimì è stata uccisa da quelle squallide e cattive persone che orbitano nella giungla dell’ambiente musicale, dove fanno carriera solo chi di sottomette a determinate condizioni di sfruttamento e non certo per merito e, se non sei accondiscendente , sei bruciato/a poichè ti creano attorno il deserto . Carissimo Umbi bellissini i tuoi inediti racconti di cuore . Grazie

  3. Purtroppo la cattiveria non conosce limiti.
    Quello che mi colpisce di più non è solo la memoria affettuosa di Mimì e il tuo bellissimo ricordo, ma la lucidità con cui descrivi la trasformazione di un’artista in un bersaglio.
    A volte basta una voce, un pregiudizio, un sussurro maligno e la folla si adegua e segue la massa, cosa sbagliata.
    L’episodio degli stivali gialli gettati nel cestino è un pugno nello stomaco. È la fotografia perfetta di come funziona la crudeltà sociale: non serve urlare, basta voltare le spalle. Eppure, in mezzo a tutto questo, l’articolo ha una luce che illuminerà per sempre: la capacità di Mimì di perdonare. Non un perdono buonista, ma un perdono che nasce da chi ha conosciuto il dolore e lo ha trasformato in arte, in musica. Oltre a queste vedi la canzone “Padre davvero”, “Oltre la collina”, “Gli uomini non cambiano”, “E adesso non voglio cantare più”.
    Mia Martini, è stata una grande artista, anche quando la vita la tradiva, continuava a cantare la verità.
    Per me non va ricordata per come è morta, ma per ciò che ha lasciato perché è qui che sta il punto più forte del pezzo: Mia ci ha insegnato che dire “no” è un atto di dignità, anche quando costa caro.
    Che essere veri, in un mondo di maschere, è rivoluzionario. Lei era vera e autentica.
    L’umanità non cambia. Come recitava Gaber, “le idee sono cambiate, gli uomini meno”.
    Ma ogni tanto arriva qualcuno, come lei, che ci costringe a guardarci allo specchio. Questo articolo non è solo un ricordo: è un monito a guardarsi dentro e farsi un esame di coscienza.
    Ci ricorda quanto sia facile distruggere una persona con una superstizione, un gesto, un silenzio.
    E quanto sia difficile, invece, essere giusti. Mia non ha avuto giustizia in vita, ma la sua voce continua a farci crescere e forse è questo il suo vero riscatto.
    Grazie mille Umberto.

  4. Un ricordo bello e sincero di un’anima fragile, sensibile. Della sua sofferenza ci parlava spesso un’amica di Leivi, facente parte di una famiglia di musicisti. Con Ivano Fossati e Mimì erano vicini di casa. Di lei raccontava sempre: “poverina, quella ragazza piange sempre”. Adesso è meglio ricordarla allegra e felice, con quel bel sorriso che si apriva alla vita. Avrebbe meritato di più e di meglio.

  5. Con I tuoi racconti torno indietro nel tempo ho avuto il piacere di conoscere Mimì….io giovanissimo suonavo nel Night Club Hippopotamus vicino via Veneto a Roma direttore artistico e socio era Franco Califano lei era fresca del successo di Piccolo Uomo….e veniva insieme. Ai suoi amici storici .ancora sconosciuti che avevano fatto parte dei Collettini i Ballerini di Rita Pavone….la sorella Loredana. Bertè.Renato Zero ..Stefania Rotolo..Silvia Dionisio.. Enzo Avallone .Trucciolo…e moltissimi attori dei fotoromanzi della Lancio…..ricordo Mimì allegra e spensierata come tutti i componenti della comitiva poi purtroppo alcuni addetti ai lavori con le gelosie e le invidie hanno creato quella leggenda che l’Ha mortificata e distrutta moralmente e professionalmente spesso il mondo dello spettacolo è crudele e spietato …… è accaduto a molti artisti….ci vuole fortuna e collaborare e fidarsi delle persone giuste e corrette……al prossimo Racconto

  6. Un bellissimo tuo ricordo,della bravissima Mimi, non capisco quelli come quel tizio che ha buttato nel cestino LP e gli Stivali ,della povera Mimi, si deve vergognare ,gli rimarrà per sempre sulla loro coscienza, per aver causato e costretto Mimi al suicidio, Mimi era fragile,aveva bisogno di un uomo che l’amava, purtroppo non era una battagliera come sua sorella Loredana Berte, due sorelle totalmente opposte,nei caratteri,una debole una forte,
    …Mi viene in mente Marilyn Monroe, stesso tipo di donna,stesso destino,tutte a due fragile ,e mai comprese ,mai veramente amate,dal propio uomo…E proprio vero,che gli Uomini non cambiano….Cia Mimi, Ciao Angelo Incompresa … Che tu possa finalmente riposare in pace…Bellissima canzone, che gli hai regalato tu e Alberto Salerno.Grazie Umbi,grazie Alberto.

  7. Caro Umberto, hai scritto una frase assolutamente appropriata…la voce che non recitava.ebbene si, in quella voce si sentiva l’anima!
    Nel suo momento “buio” lascio’ l’impianto con il quale cantava . Lo volle mio marito, lo uso’ per contarci lui …. e fu…alla faccia di chi toccava ferro, una tournée magica!!! Ti abbraccio Capitano.

  8. Caro Umberto ,
    non ci sono parole da aggiungere!
    Hai detto gia’ tutto e con il cuore in mano.
    Mia Martina era “perfetta”cosi come era:artista unica, grande donna ,grande cuore!
    Chi ha tradito sono gli altri per poverta’ d’animo.
    Da lassu’ non ha mai smesso di brillare e quaggiu’ nel mondo degli artisti possono solo vagamente assomigliarla.
    Chapeau!!

  9. Ciao Umberto
    La cattiveria e l’invidia sono ormai radicate nell’essere umano, quante Mimi, con altre o stesse motivazioni hanno preso quella drammatica e terribile decisione….
    Più passa il tempo e questo morbo si dirama, specialmente negli ultimi tempi con l’avvento dei maledetti, ipocriti e falsi social
    Un grande abbraccio
    Marco

  10. Grazie Umberto per aver dedicato il tuo racconto a Mia Martini è stata una grandissima interprete di canzoni con una bravura che i colleghi non hanno capito.Una vera icona della musica Italiana.

  11. Ciao Umbe,
    Grande cantante l’hai descritta molto bene.
    Non ci sono parole… tanta ignoranza che schifo per quello che gli hanno fatto!
    😘😘😘

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