venerdì, Giugno 12, 2026

I racconti di Capitan U 1947: Cara Mimì … l’umanità non cambia.

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L’ho incontrata un’ultima volta in ascensore. All’ Hotel 501 di Vibo Valentia.

Teneva in braccio il suo piccolo cane, un chihuahua marroncino, credo. Sguardo basso e smarrito. La voce che aveva riempito Sanremo era ridotta a un filo. Io l’ho abbracciata. Non c’erano parole, c’era solo il peso di una cattiveria che non aveva nome.

La chiamavamo tutti Mimì. Mia Martini era la voce rotta più vera d’Italia. Quella che non recitava. Quella che ti guardava negli occhi e ti cantava l’anima.

Poi qualcuno, a cui doveva aver detto “no”, mise in giro una voce bastarda. “Porta iella”. “Porta sfortuna”. Una stupidaggine da bar, vomitata nel mondo dello spettacolo.

E l’umanità, quella con la cravatta e il “tesserino”, ci ha creduto … o ha fatto finta di crederci. È stato peggio.

Me lo ricordo, come fosse ieri mattina … mi trovavo nella redazione di una rivista musicale importante per un incontro con un dirigente che contava. Arrivò un fattorino con una busta grossa. Dentro c’erano il nuovo LP di Mia Martini e un paio di stivali di plastica gialli, un omaggio promozionale. Il dirigente li prese, li guardò, e, con una smorfia di schifo, li gettò nel cestino. Poi toccò un oggetto metallico sulla scrivania. Ferro, per scaramanzia.

Sono uscito immediatamente senza salutare … io, ero schifato! Perché lì ho capito che Mimì non era più una cantante, una grande artista … era diventata un tabù, un qualcosa da evitare o toccare con i guanti di gomma.

Da quel giorno, a ogni manifestazione era sempre la stessa cosa. Arrivava lei, e tutti … mano sul ferro, mano sul legno, scongiuri. La psicosi era diventata religione. E quando succedeva un incidente, un microfono che cadeva, una luce che saltava… era colpa di Mimì. “Attira gli incidenti”, dicevano. La iella camminava, ma non era colpa di Mimì … era la stupida paura collettiva che la attirava.

Lei lo capì e si chiuse in camera. In sé stessa. Si isolò dal mondo che l’aveva osannata e poi sputata. Fino al 14 maggio 1995, quando la trovarono addormentata nel letto di casa sua, a Cardano al Campo, nella casa dove si era trasferita da poco. Se ne era andata sola … come sola l’avevano lasciata.

 

Ma Mia Martini non va ricordata per come è morta. Va ricordata per quello che ha donato.

Per le canzoni che erano pugni e carezze insieme. Per il coraggio, nello stonato “minuetto della vita”, di dire “no” quando tutti dicevano “sì”. Per la voce che non chiedeva scusa di essere vera. Ha riempito teatri e ha riempito vite. Ha dato alla musica italiana un’anima che non aveva prezzo.

E invece l’ambiente musicale, quello stesso che l’aveva costruita, l’ha distrutta. Con una voce, con un gesto, con uno stivale giallo buttato nel cestino. Vigliacchi! … Tutti!

Qualche notte fa, però, ho sognato Mia martini, e in un racconto, in una favola, come quelle che a volte scrivo, può anche accadere. Era serena., sorrideva come quando cantava. Mi ha guardato e non ha detto nulla di cattivo. Ha perdonato, ha perdonato tutti. Chi ha sparso la voce, chi ci ha creduto e chi ha toccato ferro al suo passaggio.

Lei spera, come spero anch’io, che tutti quelli che l’hanno tradita trovino il perdono. Prima quello di Dio e poi, se ci riescono … quello della loro coscienza.

Cara Mimì … gli uomini, le donne … non cambiano, proprio come cantavi tu.   È vero anche, però, che, in qualche modo, tu sei riuscita a rimodellarci in positivo. Con la magia delle tue interpretazioni hai tirato fuori il meglio nascosto dentro ognuno di noi, obbligandolo a salire in superficie, a uscire allo scoperto … per farci capire che “Dire No” non è semplice, ma se ci riesci … cresci tu e aiuti a crescere anche gli altri.

Cari amici, vi lascio con la canzone “Dire noi”, che io, la musica, e Alberto Salerno, il testo, abbiamo scritto per Mia Martini. Un brano che è uscito postumo, dopo la sua morte … forse, un piccolo frammento dell’immensa eredità che lei ci ha lasciato.

 

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

1 thought on “I racconti di Capitan U 1947: Cara Mimì … l’umanità non cambia.

  1. Una delle più grandi Artiste

    Grazie CapitanU per averci donato questo bellissimo momento di storia Italiana

    Un abbraccio

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