Ci sono notizie che arrivano all’improvviso e che rendono difficile persino trovare le parole.
Oggi è accaduto a me.
Sto leggendo il nome di Lorella sulle pagine della cronaca. Un nome che, per molti, è soltanto quello della donna trovata senza vita nella sua casa di Sanremo. Per me, invece, è il volto di un’amica conosciuta grazie a Piera poco meno di un anno fa, con cui in così poco tempo ho condiviso esperienze che sembrano appartenere a un’amicizia di lunga data.
Lecce, con la luce del suo barocco. Roma, con la storia che si respira ad ogni passo e l’emozione dell’esperienza al Senato della Repubblica. Sanremo, a Pasqua, tra il mare e le chiacchierate che fanno dimenticare l’orologio. Le cene organizzate da Piera.
Non erano semplici viaggi. Erano pezzi di vita.
La cronaca ci abitua a leggere numeri. Un’altra vittima. Un’altra indagine. Un’altra famiglia distrutta.
E all’ improvviso, quella notizia assume un volto che conosci. Smette di essere un nome qualunque.
Ha una voce. Ha un sorriso. Ha ricordi.
Ed è allora che si comprende quanto sia sottile il confine tra la normalità e l’imprevedibile.
Viviamo come se il tempo fosse una risorsa inesauribile. Rimandiamo una telefonata. Spostiamo un incontro. Diciamo “ci vediamo la prossima settimana”, convinti che quella settimana arriverà.
Quante volte lo facciamo?
Poi arriva una notizia che scuote tutti e ci ricorda che il tempo non firma contratti con nessuno.
Lorella mi ha insegnato, senza volerlo, una lezione semplice.
Le amicizie non si misurano con gli anni. Si misurano con l’intensità dei momenti condivisi.
Esistono persone che entrano nella nostra vita in silenzio e riescono, in poco tempo, a lasciare un segno profondo. Non servono decenni per costruire un legame autentico. Bastano la sincerità, la capacità di ascoltare e quella leggerezza che rende speciale anche un viaggio di pochi giorni.
Oggi la cronaca farà il suo corso. La magistratura accerterà i fatti. Le indagini seguiranno il loro percorso.
Ma, accanto alle pagine dei giornali, resterà per me l’immagine di una splendida donna che io voglio continuare a ricordare mentre sorrideva durante uno dei nostri viaggi, mentre la musica iniziava e i suoi occhi si illuminavano perché ballare era una parte di lei, mentre con Piera e Lorella progettavamo la prossima meta senza sapere che quei programmi sarebbero rimasti sospesi.
Perché una persona non coincide mai con l’ultima notizia che la riguarda.
Coincide con l’amore che ha saputo donare, con le persone che ha fatto sorridere e con i ricordi che continueranno a vivere nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incontrarla.
Ed è questa la Lorella che scelgo di custodire.
Ciao cara Lorella.
Simona Maruccio

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.