Buongiorno a tutti, torniamo a parlare di calcio in occasione di un evento iniziato ieri, il campionato mondiale in America. Evento che per la terza volta consecutiva, ci vede purtroppo soltanto in veste di spettatori, ma senza eccessi di amarezza avendo ormai metabolizzato la delusione dell’uscita ai play off. Rimane certamente la sensazione che la risalita necessiterà di tempo, pur augurandoci di essere smentiti presto dal nuovo corso della nostra nazionale che inizierà comunque dal ritorno in panchina di un nome “vecchio”, e vale sia per Mancini che per Conte, entrambi non nuovi alla guida degli azzurri.
Chiaramente, dopo aver assistito alla partita inaugurale di ieri tra il Mexico e il Sud Africa, credo nessuno si senta autorizzato a sensazioni consolatorie per il livello espresso da due squadre che, per blasone e palmares internazionale, non possono rappresentare termine di paragone serio per gli illustri assenti nostrani. Doveroso attendere la discesa in campo di formazioni più attendibili, a partire da Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Olanda, Brasile e Argentina, per poter provare almeno un amarcord di epiche battaglie e però, nel contempo, capire che non avremmo comunque potuto competere con la squadra che abbiamo visto uscire mestamente dalle qualificazioni, senza riuscire nemmeno a recuperare nel ripescaggio dei play off.
Solo per dovere di cronaca, i pochi cenni sul livello calcistico espresso dalle squadre ieri in campo, sarebbero anche superati nell’interesse del pubblico dalla cerimonia di presentazione, molto coreografica e sentita dal caloroso pubblico dello stadio Azteca di Città del Mexico, celebre per aver ospitato due precedenti inaugurazioni mondiali (1970 e 1986) e partite leggendarie come la semifinale Italia-Germania Ovest del 1970 e i gol storici di Maradona nel 1986. Ed è di questo pubblico la prima gioia, con le due ovazioni che hanno accompagnato il 2-0 con cui i padroni di casa hanno sconfitto la nazionale africana, per la verità senza fatica grazie alla modestia di avversari volenterosi ma nulla più. Nettamente superiori, i messicani hanno raggiunto presto il vantaggio grazie al gol di Quinones al 9′, sicuramente uno dei protagonisti più in vista della nazionale in maglia verde, e capocannoniere della Saudi League davanti a Toney e CR7. Raddoppio che arriva al 67′ con Jimenez (Raul, non Santi il milanista), alla prima assoluta da titolare in un Mondiale, a chiudere i conti di testa. Sull’altro fronte, poco o nulla oltre l’aver terminato l’incontro in 9 causa due espulsioni, una all’inizio della ripresa (Sithole, fallo da ultimo uomo su Gutierrez) , e nel finale rosso anche per Zwane, entrato 23 minuti prima, per uno schiaffo ad Alvarado, e per Montes (Mexico) per un altro fallo da ultimo uomo. Si chiude così l’esordio del Mondiale 2026, in attesa di spettacoli più densi di valore calcistico che di folklore, a partire da Domenica 14 quando entrerà in scena la prima big, il Brasile di Ancelotti, contro il Marocco di Hakimi campione d’Europa con il PSG.
Arrivederci quindi alla prossima partita degna di recensioni, che difficilmente potrà essere quella disputata stanotte (Corea Sud-Rep. Ceka) o quella successiva di stasera tra Canada e Bosnia. Ma se venissi smentito, non ne sarei certo dispiaciuto…
