Aiutiamo la onlus milanese Pro Tetto: i clochard sono lo specchio di una vergognosa ingiustizia sociale

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Che cosa spinge un clochard a darsi fuoco? Probabilmente l’abisso di una disperazione ossessiva di un tempo interminabile, senza soluzioni, disintegrati i rapporti, annientata la fiducia. Eppure il sole nasce anche per loro, a dispetto di tante ingiustizie sociali.

Il fatto di cronaca è noto: un uomo senza fissa dimora, a quanto riferito dalla polizia, si è dato fuoco con della benzina, nel sottopasso vicino alla stazione Centrale di Milano, che collega via Sammartini e via Ferrante Aporti, e ha riportato una serie di ustioni su tutto il corpo. L’episodio è avvenuto verso le 4 del mattino. Il senzatetto è stato portato in gravi condizioni al Fatebenefratelli ed è ricoverato in prognosi riservata.

A Milano sono circa 3mila i senzatetto, vivono sulle strade, cercano un posto un po’ riparato per il freddo, trascinano poche cose che sono diventate il loro patrimonio. Fernando Barone, Presidente della onlus Pro Tetto dedica impegno, lavoro, umanità per i più diseredati, i primi ignorati e dimenticati dall’amministrazione. “Offriamo pasti caldi , abiti, coperte, scarpe a un mondo che da tempo attende attenzione e soluzioni. Curiamo i clochard del Centro, da San Babila al Duomo, sono circa 200 e ci sono anche brave persone, sbattuti in strada dalla disoccupazione, con la vergogna e il pudore di dirlo in casa. La settimana prossima avremo un furgone per ampliare il raggio di soccorso anche in altre zone di Milano e abbiamo ottenuto una convenzione con un ostello per mandare 15 persone alla volta a dormire e a lavarsi. Non abbiamo finanziamenti né dal Comune, né dalla Regione, siamo un gruppo di volontari che si autofinanziano e qualche volta ricevono donazioni. Il posto in ostello costa 15 euro a notte. Ma il degrado umano, la solitudine sono indescrivibili in una città civile come Milano. Mancano i gabinetti chimici, i servizi che li costringono a comportamenti  da bestie. Non vanno nelle case d’accoglienza perché vengono aggrediti e derubati e preferiscono la strada.”

A Capodanno sono state serviti lenticchie, cotechino, pasta, frutta e bevande, oltre a Panettone, Gel e Mascherine. L’umanità e la partecipazione dei volontari creano momenti di verità e di condivisione affettuosa.

Chi volesse in qualche modo aiutarli scriva a Milano Post. Grazie

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