Il lavoro c’è, mancano i candidati
Secondo il Bollettino Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, nel trimestre aprile-giugno sono previsti 1,67 milioni di ingressi. Cresce intanto l’attenzione delle imprese verso bacini di candidati stranieri, anche asiatici, soprattutto nei settori turismo e ristorazione
Le imprese italiane continuano a cercare personale, ma il reperimento dei candidati resta uno dei principali nodi del mercato del lavoro. Secondo il Bollettino Excelsior di aprile 2026, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, le aziende prevedono circa 500mila assunzioni nel solo mese di aprile e 1,67 milioni di contratti nel trimestre aprile-giugno.
Il dato conferma una domanda di lavoro ancora elevata, ma mette in evidenza anche una criticità strutturale: il 44,6% dei profili richiesti dalle imprese, pari a circa 223mila posizioni, risulta difficile da reperire. Le cause principali sono la carenza di candidati disponibili e la mancanza di competenze adeguate rispetto alle esigenze delle aziende.
Il fenomeno riguarda in modo particolare alcuni comparti dei servizi, tra cui alloggio e ristorazione, commercio, servizi alla persona, trasporto, logistica e magazzinaggio. Nel solo comparto dei servizi le imprese pianificano circa 340mila ingressi ad aprile, che salgono a 1,15 milioni nel trimestre. Alloggio e ristorazione rappresentano uno dei settori più rilevanti, con 117mila contratti programmati ad aprile e 418mila nel trimestre.
In questo scenario, una parte crescente della domanda di lavoro riguarda anche personale straniero. Secondo il Bollettino Excelsior, il 24,1% delle entrate programmate ad aprile è destinato a lavoratori immigrati, pari a circa 121mila contratti. Un dato che conferma come il tema del reperimento di forza lavoro non possa più essere letto soltanto all’interno del mercato nazionale.
Accanto ai canali tradizionali di ricerca del personale, sempre più imprese italiane iniziano a guardare anche a bacini di candidati esteri, compresi quelli asiatici, soprattutto nei settori in cui la carenza di manodopera è più evidente. Turismo, ristorazione, logistica, servizi alla persona e comparti stagionali sono tra gli ambiti nei quali il ricorso a lavoratori stranieri assume un peso sempre più rilevante.
Secondo i dati osservati da AppLavoro, piattaforma italiana dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro, negli ultimi mesi si registra un aumento dell’interesse online da parte di lavoratori provenienti dal Bangladesh, interessati a conoscere le opportunità occupazionali offerte dalle imprese italiane.
Il fenomeno non riguarda soltanto la ricerca di un impiego, ma anche il bisogno di canali più chiari, diretti e verificabili per entrare in contatto con aziende reali, evitando percorsi informali, intermediari poco trasparenti o false aspettative.
“Il dato sulle assunzioni programmate conferma che il problema non è soltanto la quantità di lavoro disponibile, ma la capacità di far incontrare correttamente domanda e offerta”, dichiara Marco Contemi, fondatore di AppLavoro. “Quando quasi una posizione su due risulta difficile da coprire e una quota importante delle assunzioni previste riguarda lavoratori stranieri, diventa naturale che molte imprese inizino a guardare anche ai bacini di candidati esteri. Il punto centrale, però, deve restare la trasparenza: servono percorsi chiari, verificabili e rispettosi delle procedure previste”.
Il caso del Bangladesh rappresenta uno dei segnali più evidenti di questa tendenza. Molti candidati asiatici cercano informazioni sul lavoro in Italia, ma il tema principale resta la possibilità di distinguere canali affidabili da soluzioni improvvisate o poco controllabili.
Il mercato del lavoro italiano si trova quindi davanti a un doppio scenario: da un lato le imprese continuano a programmare nuove assunzioni, dall’altro una parte rilevante delle posizioni resta difficile da coprire. In parallelo, cresce l’interesse di lavoratori stranieri verso quei settori nei quali il sistema produttivo italiano segnala maggiori difficoltà di reperimento.
Una dinamica che potrebbe assumere un peso crescente nei prossimi mesi, soprattutto se la carenza di personale continuerà a rappresentare un limite per la capacità di crescita delle aziende, in particolare nei comparti più esposti alla stagionalità come turismo, ristorazione e servizi collegati.
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