La ricerca di Save the Children fotografa una realtà cittadina a due velocità: migliaia di giovani senza competenze e famiglie in povertà relativa proprio nei quartieri più svantaggiati.
A Milano, più di un minore su dieci vive in un’area considerata di disagio socioeconomico urbano. Si tratta del 12% dei ragazzi fino a 17 anni residenti in città, pari a 24.446 minori. Sono questi i dati principali emersi dalla ricerca “I luoghi che contano” diffusa da Save the Children, che accende i riflettori sulle profonde disuguaglianze all’interno del tessuto cittadino.
Nello specifico, all’interno di queste zone:
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Il 35% delle famiglie vive in condizioni di povertà relativa.
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Il 29% dei giovani tra i 15 e i 29 anni rientra nella categoria dei NEET (non studia e non lavora).
Le aree di disagio socioeconomico a Milano secondo l’Istat
I dati sull’istruzione delineano uno scenario complesso. Secondo l’organizzazione, nel capoluogo lombardo più di uno studente delle scuole medie e superiori su 10 (circa il 14%) ha abbandonato gli studi o ha dovuto ripetere l’anno, un dato in netto contrasto con la media dell’intero territorio comunale.
Inoltre, il 21% degli studenti all’ultimo anno delle scuole medie è a rischio di “dispersione implicita”: si tratta di ragazzi che, pur frequentando e ottenendo il titolo di studio, non acquisiscono le competenze minime necessarie per il proprio percorso di crescita.
“I ragazzi e le ragazze protagonisti della ricerca spesso hanno riportato la sensazione di sentirsi in posizione di svantaggio rispetto a chi vive in quartieri non periferici. C’è la percezione di essere bloccati, talvolta un po’ isolati dal resto della città che non di rado appare come un contesto altro, un posto in cui si va in visita”, si legge nel report.
La rete dei centri educativi a Milano
Per contrastare questa situazione e offrire un supporto concreto sul territorio, Save the Children ha sviluppato a partire dal 2014 una rete di 27 centri educativi gratuiti denominati Punti luce.
Attualmente a Milano sono attivi tre di questi centri, situati in alcuni dei quartieri popolari che registrano il maggior bisogno di interventi di inclusione:
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Giambellino
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Gallaratese
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Quarto Oggiaro
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