Perché voto NO

Fabrizio c'è Politica

Il Referendum costituzionale del 20 Settembre è una manna venuta dal cielo. Nel nostro paese dove è oramai pressoché impossibile che i cittadini si scelgano quale governo avere, le elezioni politiche si svolgeranno a primavera del 2023. Prima di allora si tirerà a campare con 5Stelle attaccati agli scranni di un Parlamento che dovevano rivoltare come un calzino.

Ma ecco la ciambella di salvataggio: arriva il referendum confermativo di una piccola,  misera, riforma istituzionale voluta dai Grillini: il taglio di 300 parlamentari. Dunque in un paese dove ci sarebbe bisogno di rafforzare l’esecutivo, realizzare un serio federalismo, riequilibrare i vari poteri, i grillini hanno scritto una riforma istituzionale con un obiettivo piccino piccino: tagliare un po’ di parlamentari per risparmiare 57 milioni all’anno, cioè un caffè a testa per ogni italiano. Questo dà la misura di quanto sia limitato l’orizzonte di chi oggi ci governa. Sono sempre alla ricerca di argomenti di distrazione di massa, sempre a provare ad aizzare rancore sociale e invidia, e intanto cercano di allontanare il più possibile il momento in cui dovranno rendere conto agli elettori di cosa hanno combinato i loro governi per le questioni serie, dal Lavoro alla Sicurezza alla Pandemia.

In pratica l’unica idea che c’è nella testa dei 5Stelle è l’antipolitica e questa ha prodotto questa misera ideuzza di tagliare i parlamentari: che per raggiungere ‘sto misero obiettivo economico potevano ridurre lo stipendio a commessi e barbieri del parlamento o abrogare qualche inutile autorità o Garante.

Si tratta di uno uno scontro fra l’Antipolitica e chi come noi nutre ideali, speranze, voglia di un futuro di libertà.  Per questo Voterò No a chi vuole tagliare la democrazia anziché gli sprechi e la burocrazia. Voterò No perché altrimenti a esprimere parlamentari saranno solo le città più popolose e perché in tempi di grande fratello “social” è meglio garantire alle minoranze l’opportunità di stare  in parlamento.

Ma sopratutto, quando  ci ricapita, fino al 2023, una occasione per liberarci dei Conte, Di Maio e Azzolina? Quindi il referendum è anche un No alla casta peggiore: quella degli  improvvisati e incompetenti, quella dei ragazzotti capitati per caso a governare l’Italia nel momento più difficile.

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