Majorino e Lamorgese ai ferri corti sulla riapertura di via Corelli

Milano

Ma Majorino non era in Europa ad applaudire la Rackete? Purtroppo la magia della sua Milano, l’amore per gli immigrati sono stati un richiamo irresistibile. Dicevo la sua Milano per dire che così l’aveva pensata, disegnata, amata, inginocchiata davanti all’arbitraria libertà dei migranti più o meno clandestini. Ma è bastato che la sua “compagna” Luciana Lamorgese dicesse «Abbiamo fatto gare e procedure per avere un Centro di permanenza per i rimpatri e le procedure si stanno concludendo, credo che la linea sia quella e si procederà nei termini», per reagire infuriato. Il fatto è che al Viminale oggi non c’è più Salvini ma la Lamorgese che due giorni fa è tornata a Palazzo Diotti per partecipare al suo primo Comitato per l’ordine e la sicurezza in veste diversa, e ha dichiarato che il Cpr ospiterà circa 140 immigranti da rimpatriare nei Paesi d’origine. Majorino è costernato e scrive su Facebook “…Così diventerà un carcere temporaneo per immigrati (destinati in assenza di una vera rivisitazione degli strumenti in atto a rimanere mesi dentro quei luoghi) del nord Italia. Il consiglio comunale di Milano ha molto chiaramente detto il contrario. Chiedendo che quell’area venisse utilizzata per dare un tetto a chi non ce l’ha. Il fatto che il ministro ignori totalmente l’opinione del consiglio comunale è un pessimo segnale».

Ideologia e pragmatismo? Semplicemente buon senso. Milano deve avere un Centro per i rimpatri.

1 thought on “Majorino e Lamorgese ai ferri corti sulla riapertura di via Corelli

  1. Un grosso problema è rappresentato dal fatto che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra….
    La Lamorgese vuole una cosa Majorino, ovviamente, ne vuole un’altra…..
    MILANO VORREBBE ESSERE LIBERATA DAI MIGRANTI E DEI DUE SOPRA CITATI…….
    NEL FRATTEMPO IL LORDUME E LA MANCANZA DI SICUREZZA IMPERANO NELLE STRADE…..

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