Sala e la lotta di classe: schierarsi con i ricchi per eliminare i poveri

Milano

Una volta le case popolari di via Rizzoli erano l’estrema periferia di Milano. Un po’ come il villaggio di Asterix, tenevano testa all’elite radical chic del centro che preme per gentrificare l’intera città. Qui, con la vista sul San Raffaele, un altro NoLo non poteva nascere. Questioni geografiche, edilizie, storiche. Quindi il problema, avrà pensato il sublime sindaco, andava risolto alla radice. E così, nelle nebbie di inizio anno, un solerte operaio, o forse una squadra, con il favore delle tenebre, ha compiuto il misfatto: il confine di Milano è stato spostato. Adesso via Rizzoli 73 è fuori Milano. Magari non formalmente. Ma questa giunta, incapace di realizzare alcunché, vive di simboli. E simbolicamente si è liberata dei suoi sgraditi oppositori.

Vi dirò, non è stato un fulmine a ciel sereno. C’erano state avvisaglie: sette anni senza riscaldamento a Dicembre, un’estate con la Legionella (primo focolaio in Regione). Una sanitarizzazione dei tubi che ha reso l’acqua non solo imbevibile, ma così puzzolente da rendere anche difficile lavarcisi. Ed ogni sei mesi, negli ultimi due anni, la richiesta più assurda, economicamente esorbitante e soprattutto priva di riscontro alcuno, di denaro da parte del gestore delle case. Per spese che risalgono forse al 2005 in alcuni casi. Senza spiegazioni, senza rendiconti, senza pezze giustificative. Una media calcolata su un campione di una trentina di famiglie di 5000 euro ciascuno. Insomma, se non li uccidono freddo e malattie ci penserà il fisco. E se fallisce anche la riscossione, sbattiamoli fuori.

Perché tutto questo? Io ho una teoria psicologica. Sala, che negli anni 70 era di sinistra (incredibilmente senza bisogno di un ritorno economico. Beata gioventù) credeva nella lotta di classe. Era proprio una cosa che riteneva sua. Poi ha perso. Lui e tutta la sua generazione. Ha vinto il capitalismo e, come sempre accade negli ultimi 300 anni, il liberalismo. Lui ci è rimasto molto male. Però, siccome piangere in una panda o in un porsche è lo stesso, ha deciso di disperarsi in porsche. E là ha realizzato una grande verità: la lotta di classe non ha fallito. Hanno solo scelto il lato sbagliato: l’errore è stato schierarsi coi poveri. Proviamo a scegliere i ricchi, si deve essere detto. Qualche decennio dopo ha la possibilità di sperimentare dal vivo la sua teoria.

Ecco che, per ridurre l’inquinamento, invece di sostituire le caldaie vecchie ed inquinanti nelle case popolari, toglie ai loro abitanti le macchine con l’area B. Invece di fornire servizi all’altezza ai i meno abbienti che già ci sono, con un bilancio sempre più ridotto, accoglie sempre più disperati. Scatenando, ovviamente, una guerra per le risorse tra poveri. Invece di ristrutturare e mettere a norma i condomini di proprietà del comune, rende abitabili i singoli appartamenti aumentando il numero di famiglie in situazione di disagio. Invece di ripianare il debito di MM in maniera accorta, continua ad imbarcare gente che non paga. Insomma, peggiora sistematicamente le condizioni di vita della gente che ha meno. Sperando, in cuor suo, che facciano la cosa giusta: se ne vadano.

Il tutto con gli applausi di sindacati, sinistra al caviale, anime belle e ciarpame ideologico vario ed avariato. Solo qualche centro sociale, a sinistra, timidamente, ha il coraggio di urlare che qualcosa non funziona. Così è, se vi pare, la prima metà del mandato di Sala. Come sarà la seconda dipende anche da noi. Da tutti noi.

1 thought on “Sala e la lotta di classe: schierarsi con i ricchi per eliminare i poveri

  1. Sala ha vinto le elezioni comunali soltanto per via della ‘popolarità’ acquosita con Expo. Diversamente, sarebbe magari stato a fare opposizione o a faccendiere dei suoi interessi. Credo comunque che più di una lotta di classe perpetrata a danni di persone meno abbienti, ci sia un po’ troppa confusione etica su come fare una politica sana. Da una parte ci sono i suoi ranghi di elettori ultra chic, e dall’altra gli stranieri trattati con i guanti… E questi magari saranno i suoi prossimi elettori…. Un po’ come provò a fare Renzi, si sta garantendo una nuova fascia di elettori per assicurarsi la vittoria nelle prossime elezioni comunali… L’idea di sinistra che hanno questi signori è alquanto confusa e bacata. Spero tanto che gli vada male come accadde al toscano.

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