Per abolire la povertà il governo taglia risorse a chi aiuta i poveri

Politica

L’ atto della Manovra che si sta consumando in questi giorni pone serissime riflessioni: si cerca di distruggere il bene, si cerca di destabilizzare chi vuol essere strumento di bontà, si cerca di tagliare la possibilità di fare di più. La cancellazione dello sconto del 50 per cento sull’Ires, l’imposta dei redditi sulle società. Un taglio delle agevolazioni che non riguarda soltanto le realtà collegate alla chiesa, ma anche il volontariato e tutto ciò che esso rappresenta nella cultura, nell’impegno disinteressato di uomini e donne della nostra Italia.

  • Si tratta di migliaia di istituzioni senza fini di lucro che partono dal nord al sud dell’Italia e coprono come un manto gli enormi bisogni ed esigenze: da quelli ambientali e a quelli sanitari, da quelli che sorreggono la coesione sociale al contrasto delle povertà, da quelli educativi a quelli ricreativi. (Padre Enzo Fortunato Direttore sala stampa Sacro Convento di Assisi su Huffington Post)

Post Maurizio Lupi

Dopo anni di impegno bipartisan per potenziare il #TerzoSettore, e quindi la #sussidiarietà tra il contributo dei cittadini e quello dello Stato (ricordo il 5 per 1000 varato nel 2003 sotto il governo Berlusconi col voto di tutti), improvvisamente si è deciso di dare un colpo mortale all’associazionismo.

Riportare l’ #Ires dal 12% al 24%, infatti, sarà devastante per chi opera in questo settore come la Caritas, il Banco Alimentare o le oltre 350 mila realtà che operano nel volontariato, facendo del bene concreto ai più bisognosi.
E tutto questo solo per recuperare 150 milioni di euro, una goccia nel mare della #manovra.

Non si torni indietro da questa via maestra e si modifichi questo obbrobrio.
O sarà battaglia vera.

Milano Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.