Le ONG insegnano ai migranti l’arte della recitazione che commuove

Politica

I migranti, per parlare soprattutto di molti clandestini, quelli che boriosamente occupano territori, quelli che conoscono la violenza come risposta immediata, quelli che non riconoscono né regole né dialogo, quelli che vendono merce taroccata, quelli che spacciano abitualmente…bene questi migranti credono che la loro legge di invasione sistematica, a prescindere, sia un fai da te che annienta tutti coloro che avversano la loro forza e baldanza. Ma sono sempre quelli che poi, se inseriti in gang delinquenziali con la naturalezza con cui si beve un bicchiere d’acqua, svolgono i loro affari pensando siano legittimi, contrastando ogni divieto che abbia un’apparenza di legalità. Sono in molti casi gli stessi chiamati a gran voce da Majorino, saziati e riveriti nelle tavolate record a loro dedicate. Sono soprattutto quelli che secondo Sala, ma non ha idea sul come, andrebbero integrati. E fare ogni tanto gli spazzini raccogliendo le cartacce è un po’ di fumo negli occhi che fa concorrenza all’Amsa.

Qualcuno si chiede come mai gli immigrati sfoderino doti da grande attore, agiscano con tanta sicurezza? Il mistero è di facile soluzione. Scrive Il Giornale “Nell’occhio del ciclone la “AdvocatesAbroad”, importante Ong che agisce nella Grecia settentrionale per dare assistenza a rifugiati o presunti tali. Ciò che in tanti sospettavano ha trovato esplicita conferma grazie ad un video che riprende in modo inconsapevole il direttore esecutivo dell’associazione, Ariel Ricker. La donna, con grande nonchalance, spiega dettagliatamente al suo interlocutore come ingannare ed impietosire la polizia di frontiera, tramite il racconto di traumi mai accaduti e persecuzioni inventate di sana pianta.“Dico loro che dobbiamo recitare la commedia, che tutto questo è teatro.”, spiega il direttore esecutivo, che regala una vera e propria lezione da seguire per esser accolti in Europa da rifugiati. “Il loro ruolo dev’essere quello di rifugiato traumatizzato, perché questi Easo (il personale che si occupa di interrogare i sedicenti profughi) sono fottutamente stupidi. Tutto ciò che sanno è solo quello che c’è scritto sul loro manuale, che spiega cos’è un rifugiato traumatizzato e le sue caratteristiche. Quindi noi addestriamo le persone a fingere quelle caratteristiche.”

In Italia la commedia viene spesso recitata con accorgimenti di grande teatro, per presentarsi, giustificarsi, impietosire. Sempre sottacendo che loro sono i furbi e i locali sono i sempliciotti. Non è la partenza per una sana integrazione, ma la base per il disprezzo.

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