Basta abusare dell’”Uomo qualunque”

Politica

Milano 9 Maggio – Nel nome dell’uomo qualunque, quello insoddisfatto per i problemi irrisolti, per le promesse non mantenute, per le ingiustizie sociali, i partiti o movimenti hanno fatto la loro fortuna, credendo di essere interpreti sempre e comunque del disagio. Ma l’uomo qualunque non ha tempo da perdere, non ama la farsa dei politicanti, ma ha chiara la necessità e l’urgenza dell’azione politica, non del farneticare a vuoto. E si è stufato di essere preso come giustificativo dei veti e delle ripicche inconcludenti. E si fa delle domande semplici semplici, elementari a cui i bizantinismi linguistici dei partiti non rispondono. E il grillino si chiede: dove sta la coerenza di Di Maio nel dimostrare che l’alleanza con la Lega o il PD è la stessa cosa? Quando mai il PD approverebbe la legge sul reddito di cittadinanza? E perché escludere Berlusconi che sarà anche per la restaurazione della vecchia politica, ma ha lo stesso programma di Salvini? E perché mai gli elettori di Forza Italia fanno schifo? Non sarà che Di Maio si è innamorato del potere come tutti gli altri? E l’elettore di Forza Italia: perché dovremmo concedere l’appoggio esterno ad un governo Salvini Di Maio, rompendo di fatto il centrodestra? Per l’ambizione personale di Salvini? E nelle prossime elezioni locali, chi crederà ancora alla compattezza della coalizione? La Lega crede di vincere i comuni e le regioni da sola? Al voto subito, ma quanto costano le votazioni?

Non si può continuamente dire “i cittadini qua, i cittadini là”…i cittadini sanno che le parole trovano il tempo che trovano e giudicano.

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