Caro Sala, si fa presto a dire “accoglienza”, ma…

Milano

Milano 5 Maggio – “E’ confermatissima, io ci sarò, condivido lo spirito”, ha dichiarato  il sindaco, riferendosi alla manifestazione del 20 maggio promossa da Majorino per proclamare ancora una volta di fronte al mondo intero che una delle aspirazioni di Milano è diventare capitale dell’accoglienza senza se e senza ma. Per accogliere chi? Migranti che, nella migliore delle ipotesi, ingrossano l’accattonaggio ad ogni angolo di strada e nella peggiore delle ipotesi ingrassano la criminalità diffusa? Una manifestazione che sembra un invito roboante e stonato a venire in Italia, nello specifico a Milano, non importa poi se non c’è un piano, se i centri scoppiano, se l’insicurezza dilaga, se parti della città sono diventate un letamaio. Quel “Venghino Venghino” urlato da una piazza supportata dai centri sociali sarà ancora una volta uno schiaffo ai bisognosi dimenticati di una città disorientata, contraddittoria, miope e senza capacità di lungimiranza e di saggezza. “Vogliamo accogliere” lo slogan “Nessuno è illegale”, il grido. Per dire che, nonostante le furbate delle Ong, la delinquenza degli scafisti, l’indotto che ci specula dopo ogni sbarco, i clandestini terroristi, noi stiamo ancora qui a fare i buonisti, ad aprire le braccia acriticamente, ad organizzare con spreco di soldi e di energie, marce inutili e stupide.

Caro Sala, dopo aver mangiato e ben bevuto in quel ristorantino a Brera, da lei tanto amato, adesso che è primavera, faccia una passeggiata fino a San Babila, passando da corso Vittorio Emanuele e da piazza Diaz, alla sera. Scoprirà che la povertà a Milano esiste e può avere la pelle bianca, le rughe di una vecchiaia precoce, la rassegnazione di chi ha perso la dignità. Come accoglie Milano il “migrante” povero italianissimo che non ha la “fortuna” di essere sbarcato con un gommone, ma ha semplicemente perso casa e lavoro?

E non le chiedo di andare in periferia, non vorrei le venisse l’orticaria.

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