Parisi: “Vorrei eventi culturali diffusi in tutti i quartieri, anche in periferia”

Milano Politica

Milano 15 Maggio – Finalmente un candidato Sindaco, Parisi, che vuole illuminare le periferie di cultura e di Bellezza. Illuminare per dire accesso e vita di un mondo oggi solo del Centro. Illuminare per dare risposte di conoscenza anche là dove l’assenza di iniziative culturali opacizza il quotidiano, attraverso la sinergia di tutte le potenzialità che già esistono in città, per promuovere eventi e momenti di aggregazione. Perché il degrado e l’abbandono possono essere combattuti anche con un’attenzione al bello da divulgare in ogni luogo, anche in quelle zone che conoscono oggi solo abbandono.

Riferisce Tg.com “”Se diventerò sindaco lancerò gli stati generali della cultura”. Con queste parole il candidato sindaco per il centrodestra a Milano, Stefano Parisi, ha chiuso l’appuntamento elettorale al Teatro Parenti, dove erano presenti diversi esponenti del mondo culturale della città, tra cui la regista teatrale Andrée Ruth Shammah e il presidente della Triennale Carlo De Albertis.  “Milano deve trovare una nuova stagione di vivacità culturale. Dobbiamo mettere in rete tutta l’offerta che abbiamo e chiedere alle diverse realtà di essere meno autoreferenziali. Perché occorre non soltanto osservare l’offerta che è già presente in città, ma aumentarne la produzione fuori dai luoghi istituzionali. Milano dovrà essere più viva sempre, non soltanto per la settimana della moda o per il Salone del mobile. La città deve vivere sempre momenti di questo tipo, con eventi culturali diffusi nei quartieri, nelle scuole e nella biblioteche, nelle periferia”

La riqualificazione di una zona, di un quartiere, passa anche attraverso la cultura e la conoscenza che diventa decoro e sensibilità alla bellezza dell’arte. E Parisi ha aggiunto “Il modello che immagino per la gestione delle istituzioni culturali milanesi è quello delle fondazioni private. Bisogna togliere gli interessi politici delle istituzioni culturali e prendere manager bravi che siano fuori dalla logica della politica”.

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