Pisapia già in mutande, si vende anche i calzini

Cronaca

Milano 15 Maggio – Ma poi, chi se li compra i calzini di Giuliano Pisapia?  Si chiede Gemma Scortese su L’Intraprendente. E speriamo, dico io, che siano profumati di Dash Ma sono sempre cimeli di una persona che crede di avere un seguito di simpatizzanti disposti a tutto anche a comprare i suoi calzini rossi che più rosso non si può. Prosegue Gemma Scortese spiegando i fatti “E gli stivali di gomma di Claudio Bisio? Bisogna essere alla frutta per pagare – e neanche poco – e portarseli a casa. E se chi compra è al dessert, chi vende è, evidentemente, in mutande. Il prossimo mercoledì, Sinistra x Milano, la lista arancione che appoggia Beppe Sala a garanzia della “continuità” col sindaco uscente, ha organizzato un’asta di raccolta fondi – e di scaramanzia – per finanziare la campagna elettorale dei compagni. Di soldi, sinceramente, sarà difficile raccoglierne molti, ma di fortuna, come dire, da quelle parti ne serve parecchia. Così Giuliano, che tratta poco elegantemente i suoi (ex) elettori come svuota-cantine, ha deciso di mettere a disposizione un po’ di cimeli della campagna elettorale del 2011. Chissà che non porti bene. In palio ci sono i calzini – rigorosamente rossi – indossati in quel periodo (si parte da 50 euro), l’apparecchio per controllare i battiti del cuore in corsa, un cappello kazako e un paio dipantaloncini di seta rossi da Thaibox presi in Thailania. Dopo esserci immaginati, dunque, il sindaco in gonnella pronto a menar pugni a destra e a manca, non resta che sborsare. Ah, immancabile lo smoking indossato da Roberto Vecchioni, marito della capolista Daria Colombo, durante un Festival di Sanremo. O il Culatello messo a disposizione da Mr Eataly. Alle intenzioni, giocose e auto ironiche, non corrisponde però la resa, un po’ farsesca e fantozziana dell’operazione. IlCorriere della Sera ironizza sulla campagna “loffia” di Sala – come l’ha definita la candidata e coordinatrice di Sel Anita Pirovano – e sulla necessità di rallegrare un po’ i toni. Bene, si potrebbero alzare quelli sui contenuti, però. In ogni caso, c’è da credere che a furia di svendere quello che è stato del vento arancione, la sinistra non stia regalando, a sua insaputa, Milano a Stefano Parisi.” Ma la meraviglia per l’ennesima farsa è fuori luogo, perché tutta la campagna elettorale della sinistra è diventata una pochade.

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