Il taglio alle tasse di Renzi? Forse un Fantasy da leggere sotto l’ombrellone

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Milano 22 Luglio – Renzi annuncia l’età dell’oro, con un taglio di tasse di 50 miliardi in cinque anni. Come possa fare senza sfondare deficit e debito non è chiaro, tanto più che dall’ultimo Documento di economia e finanza approvato due mesi fa di questa dinamica non c’è evidenza. Anzi c’era scritto esattamente il contrario: emergeva un aumento delle tasse perché le entrate dello Stato previste per il 2019 sono di 881 miliardi e il consuntivo 2014 si è chiuso a 771 miliardi. Insomma secondo il ministero del Tesoro fra cinque anni il fisco incasserà 104 miliardi in più dell’anno scorso. È appena il caso di notare che nel Documento di Economia e Finanza dell’anno passato l’aumento delle entrare si fermava a 80 miliardi. Un modo di procedere quanto meno schizofrenico: due mesi fa le tasse dovevano salire sempre più velocemente, e nel caldo di luglio caleranno di 50 miliardi. Che qualcuno abbia preso un colpo di sole? Soprattutto considerando che già il governo deve trovare sedici miliardi per evitare il nuovo aumento dell’Iva per il 2016. Come sarà possibile mettere insieme tutte queste cose? Le strade possibili sono solo due: caricare il peso dei tagli su Regioni e Comuni oppure farsi autorizzare dalla Germania a sforare i tetti. È possibile che le due strade vengano battute in simultanea, ma con alcune conseguenze non trascurabili: il taglio dei budget normalmente peggiora i servizi ma non alleggerisce i costi per i cittadini. Solo che invece di pagare allo Stato bisognerà farlo ai Comuni. Non è una garanzia di miglioramento: basta vedere quello che è successo con la riforma della tassazione sulla casa fra il 2012 e il 2013 che fece volare gli incassi da 3,9 a 24 miliardi. È bastato cambiare il nome delle imposte e il destinatario per dare le ali al gettito.

Ancora più delicata la trattativa con la Germania, intanto perché ci fa capire il comportamento dell’Italia con la Grecia: il nostro governo ha lasciato la scena a Berlino e ai falchi del Nord. Per la serie non disturbiamo il manovratore. Un certificato di sudditanza da scambiare con il permesso di sforare i parametri. I tedeschi potrebbero anche accettare a condizione però che già dal 2016 il debito italiano cominci a scendere per i fatti suoi. Un auspicio di cui, al momento non c’è traccia. Basterà ricordare che a maggio il debito è salito al record di 2.218 miliardi con un incremento del 3,9% da gennaio. Nei prossimi sei mesi secondo il governo dovrebbe stabilizzarsi e poi scendere. Meraviglioso. Ma siamo sicuri che non sia un fantasy da leggere sotto l’ombrellone?

Dal Blog di Ernesto Preatoni

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