Sostituire la valvola senza protesi: al Monzino prima scuola europea

Scienza e Salute

Milano 5 Luglio – Inaugurata al Centro Cardiologico Monzino la Scuola Europea di Specializzazione nella “Tecnica Ozaki”, la procedura messa a punto dal cardiochirurgo giapponese Shigeyuki Ozaki che permette di sostituire la valvola aortica utilizzando, al posto della protesi, il tessuto del paziente. Responsabile della Scuola sarà il Prof. Gianluca Polvani, Direttore dell’U.O. Cardiochirurgia-Sviluppo iniziative del Centro Cardiologico Monzino, che ha eseguito i primi interventi in Italia con l’innovativa tecnica. «È un grande piacere – dichiara Polvani – dare nuovamente il benvenuto al Prof. Ozaki che lo scorso autunno è stato al Monzino per insegnarmi la sua procedura e oggi torna a Milano perché ha scelto di fare del nostro ospedale la sede della prima Scuola Europea per l’insegnamento di questa metodica, inaugurandola sul campo con un primo nucleo internazionale di allievi». «Ho sviluppato questa tecnica nove anni fa – spiega Ozaki – e dopo numerose pubblicazioni, dal Giappone la procedura ha iniziato a estendersi negli Stati Uniti e in Europa, dove tra le diverse strutture di prestigio ho scelto come centro di riferimento della “Ozaki technique” il Centro Cardiologico Monzino, per la sua eccellente scuola di cardiochirurgia».  «Mi entusiasma – continua Polvani – poter insegnare questa procedura ai colleghi europei insieme al Prof. Ozaki. Questa tecnica rappresenta un’importante innovazione nell’ambito delle sostituzioni valvolari aortiche e al Monzino è stata eseguita in questi mesi con successo e soddisfazione di tutta l’équipe». La nuova procedura permette di creare dal pericardio, la membrana che avvolge e protegge il cuore, tre nuovi lembi aortici che, una volta impiantati sull’anello aortico del paziente, si comportano esattamente come i lembi originari. «Già al termine della procedura – sottolinea Polvani – le immagini ecocardiografiche mostrano un perfetto movimento dei lembi valvolari e la totale assenza di insufficienza o stenosi aortica. Trattandosi di tessuto del paziente, questo tipo di sostituzione valvolare non corre il rischio di scatenare eventuali reazioni immunitarie e l’assenza di tessuto eterologo, vale a dire estraneo al paziente, ci fa ipotizzare che la valvola sostituita secondo questa tecnica non andrà incontro ai consueti fenomeni degenerativi che caratterizzano le protesi valvolari».

Pierangela Guidotti

Laurea Magistrale in Lettere Moderne. Master in Relazioni Pubbliche.
Diploma ISMEO (lingua e cultura araba). Giornalista. Responsabile rapporti Media relations e con Enti ed Istituzioni presso Vox Idee (agenzia comunicazione integrata) Milano.

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