Ma Dante dove avrebbe collocato Salvatore Buzzi?

Milano 13 Dicembre – Vorrei tanto essere Dante per creare un girone infernale ad hoc, solo per Salvatore Buzzi, dove quel “Lasciate ogni speranza voi ch’intrate” fosse la condanna esemplare per chi ha irriso, speculato, rubato sulla pelle dei più deboli, degli indifesi, dei poveri. Ma non per una forma di giustizialismo facile e istintivo, […]

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Un clochard mi ha presentato Milano, cinquant’anni fa.

Milano 7 Dicembre – Milano mia, portami via, portami là, dove la luna mangiava la sera,con la  dolcezza dei miei vent’anni, le braccia aperte alla vita. Milano cullava le sue speranze: l’affanno del lavoro, l’amicizia paradigma di ogni incontro, la nebbia a custodire i sogni. . E allora guardare Milano era la suggestione della sua […]

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Quando la dignità ferita, piange

Milano 3 Dicembre – C’è un comune denominatore che attraversa le trasmissioni televisive che intendono occuparsi della realtà. Una realtà altrimenti invisibile, di preoccupazioni e dolore, di vergogna e dignità ferita. C’è il silenzio di un pianto che il pudore non riesce a nascondere, che ha annientato la rabbia, che accarezza le rughe, che grida […]

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Tra poveri l’integrazione è il buon cuore

Milano 25 Ottobre – Giornata di sole, un piccolo mercato alla periferia di Milano. Ci si incontra per fare due chiacchiere, per chiedere “Come sta tua figlia? Ancora problemi col lavoro?”, perché ci si conosce un po’ tutti, dopo tanti anni. Si sa dove andare, si sa chi è il fruttivendolo meno caro, si guardano […]

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Vecchia Milano: Un mondo di nomi e soprannomi, allora. Io ero “El scartusin de bagul” (Il mozzicone di sigaretta)

Milano 10 Ottobre – Luciana racconta: “Ci si chiamava per nome, spesso con un soprannome venuto da lontano, senza un perché, a ricordare una parentela, oppure il carattere, o l’aspetto fisico, la professione. Era un mondo a misura d’uomo, quando i rapporti esprimevano simpatia, vicinanza, condivisione. E chiamarsi per nome era già affetto, confidenza, amicizia. […]

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Vecchia Milano: Un mondo di nomi e soprannomi, allora. Io ero “El scartusin de bagul” (Il mozzicone di sigaretta)

Milano 10 Ottobre – Luciana racconta: “Ci si chiamava per nome, spesso con un soprannome venuto da lontano, senza un perché, a ricordare una parentela, oppure il carattere, o l’aspetto fisico, la professione. Era un mondo a misura d’uomo, quando i rapporti esprimevano simpatia, vicinanza, condivisione. E chiamarsi per nome era già affetto, confidenza, amicizia. […]

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