Vecchia Milano: Un mondo di nomi e soprannomi, allora. Io ero “El scartusin de bagul” (Il mozzicone di sigaretta)

Le storie di Nene

Milano 10 Ottobre – Luciana racconta: “Ci si chiamava per nome, spesso con un soprannome venuto da lontano, senza un perché, a ricordare una parentela, oppure il carattere, o l’aspetto fisico, la professione. Era un mondo a misura d’uomo, quando i rapporti esprimevano simpatia, vicinanza, condivisione. E chiamarsi per nome era già affetto, confidenza, amicizia. Si andava a far la spesa dalla Zaira (prestinaio), dalla Vittoria (Lattaia), da Marcello (Macellaio), dalla Pina e dal Renato (fruttivendoli), con il foglietto delle necessità, diligentemente scritto, con il peso o la quantità. Io, piccola, minuta, timidissima ero el Scartusin de bagul (il mozzicone della sigaretta, mia sorella, due grandi occhi neri, vivacissima era Ratin (topolino) e Franca, la compagna di tante avventure “Subiott” (maccheroncino). Ma quel nomignolo mi scivolava addosso come una carezza

Poi c’era El Bamba, il vicino di casa, gli occhi sempre assonnati di chi è in debito perenne di sonno e di riposo. Era il calzolaio della zona, attento, professionale, un vero benefattorevecchia milano 2 per le scarpe rotte e usate. Gin  Toro suonava la chitarra e cantava, nelle sere d’estate, in cortile, così, per far passare il tempo, nell’attesa che le ombre del tramonto sciogliessero la lunga giornata di lavoro. Ma all’osteria, con un bicchiere di buon vino, si esaltava, la voce s’impennava in acuti che neanche Claudio Villa avrebbe potuto fare meglio. Aveva preso a prestito il nome di un personaggio dei fumetti, ma gli stava proprio bene, perché era sanguigno, generoso, leale.

Questo il mio mondo. Era tenera la vita allora. Era semplice stare insieme. Nel cortile pulsava la vita: i giochi dei bambini, i gatti in amore, gli appuntamenti rubati…ed io sentivo crescere la mia mano nella mano di mia madre, ogni sera”.