venerdì, Luglio 24, 2026

I racconti di Capitan U 1947: Cin Cin… con Herbert Pagani

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Cari amici, questa settimana voglio soffermarmi un attimo e ricordare un uomo, un amico. Un grande artista: Herbert Pagani.

Con lui condividevo il quartiere. Via Giambellino. Due ragazzi con la chitarra e la testa piena di sogni. Nel 1967, insieme, abbiamo scritto il testo di un mio brano: “Gioventù”.

*Foto scattata da Annalena Limentani il pomeriggio in cui abbiamo scritto “Gioventù”

Con questa canzone, interpretata da me, raggiungemmo le finali di “Un Disco per l’Estate” e della “Caravella d’Argento di Venezia”.

Io e Herbert, mentre scrivevamo il testo, facevamo alcune considerazioni e ci confrontavamo anche con la sua “amica produttrice”, Annalena Limentani (con la quale, in seguito, fonderà la casa di produzione di programmi radiofonici “Mama Records”) …

‘… il tempo scorre e noi lo viviamo da spettatori in un sistema che decide e globalizza. Assistiamo agli eventi e li viviamo marginalmente in una corsa sfrenata senza sosta … “ieri avevo 18 anni”. … Anche nell’amore siamo condizionati da messaggi che vogliono convincerci che il grande amore non esiste, mentre noi abbiamo bisogno di amare, di vivere ogni attimo della vita e non voltarci indietro a rimpiangere i 18 anni, o rassegnarci e dire … “ormai non li conto più”. … Questa canzone andrà letta al contrario … non rassegnazione, ma reazione … godersi in armonia ogni attimo della nostra vita, amandoci e permettendo agli altri di amarci

Era l’anno di Sanremo, l’anno in cui “tutto” per me era cominciato con la partecipazione al Festival, come autore del testo e della musica della canzone “Il Cammino di Ogni Speranza”, interpretata sul palco da Caterina Caselli e dal duo internazionale Sonny & Cher. Come premio mi fu concessa la partecipazione alla manifestazione estiva radiofonica della Rai,” Un Disco per l’Estate”, con le finali tenutesi nel teatro del Casino di Saint Vincent, fra il 15 e il 17 giugno 1967, e riprese da Rai 1. Una grande occasione e soddisfazione per me e Herbert.

Herbert era nato nel 1944 a Tripoli, in una famiglia ebraica. La vita da bambino lo costrinse a girovagare per l’Europa, soprattutto in Francia.

E da quelle radici nacque in lui una filosofia politica e etica basata sul rifiuto di ogni guerra e violenza, filosofia anche in me insita e sacra fin da bambino, essendo nato tre anni dopo nella caserma del Terzo Bersaglieri di Brescia … il “pacifismo”.

Non quello da slogan. Quello vero. Quello che sogna una convivenza armonica, uno Stato ebreo e uno palestinese … che vivono fianco a fianco.

Lui lo affermò con forza anche in un suo discorso tenuto all’ONU nel 1987, un anno prima di lasciarci, a Palm Beach, stroncato da una leucemia crudele.

Lo rividi a Milano poco prima di quel suo intervento alle Nazioni Unite. Ebbi l’onore di dedicargli un servizio per la EBC americana, gruppo Tv satellitare con il quale collaboravo.

Herbert non era solo un cantautore. Era scultore, disegnatore, poeta. Un artista completo, poliedrico. Ha scritto testi per tante star nazionali e internazionali. Un esempio? … Teorema per Marco Ferradini.

Ma io di lui, come cantante, porto nel cuore due canzoni “Cin Cin con gli Occhiali” e “Lombardia” … e come autore, il testo italiano di un brano che amo alla follia:

Albergo a Ore“.

Cosa ci legava di più? Oltre all’amicizia e all’arte: l’ecologia e il rispetto per la natura. Non per moda, non per partito … per convinzione vera, per amore del nostro pianeta … e, come già ricordato, il pacifismo: l’idea che si può costruire senza distruggere.

Oggi, a distanza di anni, sento che il suo messaggio è più attuale e urgente che mai, per questo dedico a lui il mio racconto di questa settimana:

perché anche Herbert, come me, nella sua vita si è sempre mosso sul … “Cammino di Ogni Speranza“.

 

Ciao Herbert

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

4 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: Cin Cin… con Herbert Pagani

  1. Ciao Umbi , più che Umbi dovrei chiamarti “RICORDO” , perchè questo tu sei per noi il RICORDO di magici e anche difficili momenti del passato che attraverso le tue sciolte ed inedite narrative , magistralmenre ci racconti. Di Herbert Pagani hai rispolverato in me il suo grande ricordo anche attraverso il bellissimo brano CIN CIN . Sei stato un grande amico ma anche un FARO, una GUIDA, per moltissimi tuoi amici cantanti e no . Quanti ragazzi di un tempo, adesso come me nonni, hai fatto innamorare con i tuoi magici brani, come quello postato oggi: OGGI SETTEMBRE 26, per bon parlare di CON TE CI STO , UN’ESTATE D’AMORE e molti altri . Anche oggi, quando li riascolti ti fanno accapponare la pelle dalla forte emozione e dal profondo sentimento che di prova ancora nel rivivere quellr storie d’amore giovanili . Mi è doveroso ringraziare e complimentarmi con te per l’ennesimo tuffo nel tuo mare del passato.

  2. Anche oggi ci porti indietro nel tempo ricordando il simpaticissimo Herbert Pagani un personaggio particolare che purtroppo ci ha lasciati troppo presto ….anche lui è stato tuo amico …in quei periodi sono nate molte amicizie sincere e collaborazioni ineguagliabili e infatti quella canzoni sono sempre attuali ..non come le canzoni di oggi nella stragrande maggioranza prive di anima e che si dimenticano prestissimo per esempio di Sanremo 2026 ricordo solo quella di Sal da Vinci….anche perché a mio avviso gli autori hanno preso spunto da…..Se Bruciasse la città di Massimo Ranieri…..ciao Umberto al prossimo racconto

  3. Ci sono incontri che non si cancellano, perché non sono solo ricordi: sono radici.
    Il tuo racconto su Herbert è uno di quei fili che continuano a intrecciarsi nel tempo, anche quando la vita porta lontano. Si sente la verità di un’amicizia nata tra strade semplici, chitarre consumate e sogni enormi, e si sente la forza di due ragazzi che hanno trasformato la loro visione del mondo in musica, parole, impegno.
    “Gioventù” non era solo una canzone: era già allora un manifesto, un invito a non arrendersi, a vivere con coraggio ogni stagione della vita. Rileggerla oggi, alla luce di ciò che Herbert ha rappresentato, artista, pensatore, pacifista autentico, fa capire quanto fosse avanti, quanto fosse necessario.Il tuo ricordo non è nostalgia: è testimonianza.
    È il modo più bello per tenere vivo un messaggio che oggi, più che mai, abbiamo bisogno di ascoltare.Grazie per aver condiviso questo pezzo di storia, di musica e di umanità.
    E grazie per averci ricordato che il “Cammino di ogni speranza” non è solo un titolo: è una direzione.

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