I racconti di Capitan U 1947: Classe seconda B… quanti amori sono cominciati lì.

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Mario Tessuto, a un anno e mezzo dalla sua scomparsa, e Donatella… la forza che non ha mai smesso di cantare.

Quando Mario saliva sul palco e apriva con quel verso – “Classe seconda B… il nostro amore è cominciato lì.” l’Italia intera si metteva a canticchiare, era il 1969. “Lisa dagli occhi blu” diventava subito un successo enorme, una di quelle canzoni che ti entrano in casa e non ne escono più.

 

Mario Tessuto canta    Lisa dagli occhi blu  ⇒     https://www.facebook.com/watch/?v=540044178369200&rdid=2xKqsPdfRecRu2R8

Io e Mario ci siamo incrociati due anni dopo, nel 1971. È nata un’amicizia vera, quella senza orologi. Lui, Donatella e io, con Natalina. Ci siamo promessi che saremmo stati presenti nei momenti che contano. E così è stato: Mario e Donatella erano lì, il 22 settembre 1973, al mio matrimonio con Natalina. Testimoni della nostra promessa.

Poi gli anni sono andati avanti, più di mezzo secolo insieme. Abbiamo messo al mondo i figli, ognuno i suoi: noi un maschio e una femmina, loro un maschio e una femmina. Quattro ragazzi cresciuti guardandosi, con le famiglie che si intrecciavano come le voci in un coro.

Noi non abbiamo avuto problemi gravi. Loro sì. E il problema (ma solo all’inizio, come capirete in seguito) aveva un nome: Giancarlo, il loro maschietto. Una vaccinazione sbagliata gli ha cambiato il destino. Giancarlo è rimasto paralizzato.

Lì si è interrotta la favola ed è cominciata la vita vera. Mario partiva ogni sera, cantava per l’Italia, “Lisa dagli occhi blu”, ancora in cima ai pensieri della gente. Ma non si concedeva un attimo di riposo. Le spese erano enormi: terapie, esercizi, specialisti per far muovere Giancarlo in autonomia. Mario lavorava senza sosta, cantava per pagare la speranza.

E Donatella? Donatella è stata la colonna. Giorno dopo giorno, esercizio dopo esercizio, mano nella mano di Giancarlo. Lei la mamma che non molla, che trasforma la fatica in amore. Grazie a lei, Giancarlo ha imparato a muoversi. Lentamente, ma con le sue forze.

Mario e Donatella non hanno mai parlato di “disgrazia”. L’hanno vissuta come un dono di Dio che li ha completati. Una frase che ti spezza e ti ricostruisce. Una famiglia stupenda e unita, proprio come quella che io e Natalina abbiamo cercato di costruire. Stesso amore al primo posto. Stessa idea: i figli prima di tutto.

A un anno e mezzo dalla sua scomparsa, voglio ricordare Mario così: non solo il cantante di “Lisa dagli occhi blu”, non solo la voce che ha fatto innamorare varie generazioni. Voglio ricordare un grande artista e un uomo ancora più grande. Un padre che cantava per pagare le terapie del figlio, un marito che ha fatto squadra con Donatella senza mai mollare.

“Classe seconda B… quanti amori sono cominciati lì”. Mario ha cominciato lì, tra i banchi di scuola e i sogni. Poi la vita l’ha portato lontano, sui palchi e tra le corsie degli ospedali. Ma l’amore per la famiglia non l’ha mai cambiato di banco.

Ciao Mario … Ciao Donatella, che continui a essere la forza di quella casa.

Grazie per l’amicizia di mezzo secolo che abbiamo condiviso, grazie per l’esempio che ci avete donato.

Capitan U 1947

(alias Umberto & Natalina)

12 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: Classe seconda B… quanti amori sono cominciati lì.

  1. Carissimo Umbi, ho letto tutto d’ un fiato questo tuo ultimo racconto dal quale , a conferma anche di quelli precederntemente pubblicati e letti, traggo, che solo una persona di sani principi e grande nobiltà d’animo quale tu sei, può deliziarci di queste inedite perle di vita vissuta, come in questo caso con il tuo carissimo compianto amico collega cantante ,
    l’Artista Mario TESSUTO e la sua famiglia. Carezze al cuore che solo tu sai trasmetterci . Grazie di vero cuore .

  2. Ciao Umberto!
    I frammenti di storia di un cantante celebre che ha appartenuto alla tua generazione ,rappresenta molto bene una realta’ di un uomo,prima del personaggio popolare che fosse con i suoi successi canori.
    La stessa passione vi ha fatto incontrare ,l’amicizia vi ha tenuto uniti,e l’esempio umano di chi mostra il cuore e non i “denti” di fronte ad un serio problema di salute non passa inosservato, restituisce oggi a chi legge tutta la potenza del messaggio d’amore che anima la vicenda del cantante.
    Grazie per averci ricordato che dietro un personaggio noto,c’e’ sempre un uomo che lotta e combatte una guerra dentro che pochi sanno.
    Ti abbraccio.

  3. Caro Umberto, lo sai quanto ti stimo e quanto ti seguo. Questa volta, pero’, mi hai sorpreso con un racconto speciale, un racconto che mi appartiene e non poteva non toccare le corde delle mie emozioni. Sai tutto della mia famiglia come io della tua. Non avremmo mantenuto un’ amicizia così salda per mezzo secolo! Hai scritto anche del mio adorato “Giancarlo” che Mario amava più della sua vita. Infatti per noi è stato davvero un dono di Dio, certo non senza dedizione. Per noi ogni passo raggiunto era un successo. MARIO È STATO SICURAMENTE UN BRAVO ARTISTA, MA SOPRATUTTO UN GRANDE PAPÀ E UN VERO UOMO. Grazie Umberto per questo ricordo di un’amico che aveva te e Natalina nel cuore! ❤️

  4. Grazie mille Umberto 🙏 un racconto incredibile che però è un esempio di vita. Che Mario è stata una persona meravigliosa io questo non so perché ma lo sentivo già dentro di me….poi certamente i dettagli non li conoscevo….. quanto accaduto li ha resi più forti, più uniti e di grande esempio. Anche il figlio di mia cugina nato sanissimo, dopo il vaccino classico ha avuto dei grossi disturbi che poi purtroppo l’hanno reso cerebralmente offeso e questo grande cruccio l’hanno vissuto inizialmente con dolore poi un po’ l’hanno accettato ma come genitori sono preoccupati che quando loro non ci saranno più purtroppo dovranno lasciare il figlio in istituto sperando che lo trattino bene 🙏 . Sono convinta che ogni cosa accada per un motivo sta a noi capire quale e soprattutto come affrontare le sfide. Un abbraccio grande grande a te e Nati 🫂❤️😘 buon weekend
    Un caro saluto a Donatella 🥰

  5. Avere saputo la grandezza di questo grande artista , che ho sempre ammirato ,non conoscevo la grandezza umana e di padre , qualcosa di straordinario , che merita che il publico conosca , e grazie al nostro anche lui grande uomo e artista Umberto Napolitano , ne stiamo venendo a conoscenza…. Quindi un grade grazie va ad Umberto Napolitano , e un grande riposa in pace tra gli angeli al nostro beato Mario tessuto ……

  6. Leggere queste tue parole è stato per me come aprire un album di ricordi fatti di verità, di amicizia e di vita vissuta senza maschere. Hai restituito a Mario non solo la voce che tutti conoscono, ma l’uomo che pochi hanno avuto il privilegio di incontrare davvero: il padre instancabile, il marito presente, l’amico leale. Il modo in cui racconti lui, Donatella e il loro adorato Giancarlo è un carezza che arriva dritto al cuore. È raro trovare chi sa narrare il dolore senza farne tragedia, e la forza senza farne retorica. Tu ci riesci perché hai conosciuto quella famiglia da vicino, ne hai condiviso le battaglie, i sorrisi, le paure e i trionfi silenziosi. In queste righe c’è tutto: la musica che unisce, l’amicizia che resiste, la fede che sostiene, l’amore che non si arrende.
    E c’è anche molto di te: la tua sensibilità, la tua memoria, la tua capacità di trasformare la vita in racconto e il racconto in emozione.Grazie per averci ricordato chi era davvero Mario, oltre il palco e oltre la canzone.
    Grazie per aver dato voce a Donatella, colonna di una storia che merita rispetto e ammirazione.
    Grazie per aver condiviso un pezzo di vita che non
    appartiene solo a voi, ma a chiunque creda che l’amore, quello vero, non si misura nei giorni facili, ma in quelli difficili.

  7. Ciao Umberto ogni volta con I tuoi racconti ci porti indietro nel tempo….ho conosciuto Mario in occasione di Eventi Musicali ma non ho avuto modo di scambiarci due parole mi ha dato l’impressione di una persona riservata ora comprendo il motivo….ha avuto un grande successo con .. Lisa dagli occhi blu…il suo cavallo di battaglia brano richiestissimo e Sempre attuale che gli ha dato moltissime soddisfazioni e popolarità ma non abbastanza per compensare la grande e sfortunata vicenda famigliare che lo ha colpito improvvisamente ma che comunque ha affrontato con impegno e dignità sapevo della vostra amicizia fraterna …quando ci ha lasciati ne siamo rimasti tutti dispiaciuti e increduli immagino quello che hai provato tu che lo conoscevi in profondità….ma è sempre tra noi con la sua intramontabile Lisa Dagli occhi Blu …. Al prossimo racconto

  8. Nel 1969 avevo 9 anni e andavo a pescare sulla diga frangiflutti del costruendo porto di Chiavari. Alla fonda l’Ekim di Mike Bongiorno, l’elegante goletta dell’Avvocato, il Faella e il Fauda di Felicino Riva. Da uno yacht arrivarono le note di questa canzone e la bella voce di Mario. Mi restarono subito in mente, nonostante fossi concentrato nella pesca dei müsai dall’ou (tacca d’oro, mugil auratus). Ormai per noi boomers la primavera é finita, ma, senza forse, la vita comincia così, ricordando una canzone che è rimasta nei nostri cuori, un grande cantante ma soprattutto una bella persona. Per noi Mario Tessuto continua a cantare lassù. Un abbraccio alla signora Donatella.

  9. Ciao Umberto, ho divorato ciò che hai scritto su Mario, Donatella e Giancarlo. Li ho vissuti ai tempi del Lisa e quando facevamo da supporto nelle loro serate! Quel loro meraviglioso ristorante. Un’artista che ha segnato la mia adolescenza e il proseguo dei miei anni. Un’artista da una voce unica, un’artista umile , disponibile e simpatico. Con Donatella insieme a mio marito, abbiamo conosciuto due persone stupende. Non ci sono aggettivi che possano realmente descriverli. Genchi un ragazzo dalle mille risorse. Con una marea di cassette, gli chiedevo il titolo di una canzone e lui riusciva a trovarla. La mancanza di Mario per noi ha lasciato un grande vuoto. Ma chi li ha vissuti e conosciuti, sa benissimo che Donatella era il pilastro della famiglia e lo è ancora con il suo Giancarlo. Una donna forte, sempre sorridente e con una grande grinta. È sempre un emozione quando si parla di loro. Si, perché loro avevano ” il mondo in un bicchiere”

  10. Grazie ai tuoi racconti con facilità si entra in quei momenti di emozioni che ormai non si trovano più
    GRAZIE DI QUESTO

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