I racconti di Capitan U 1947 – Divide et impera: riflessioni sul 25 aprile 2026 …partendo da lontano …

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Divide et impera: esasperare le questioni sulle minoranze e frammentare la società in tanti piccoli gruppi in lotta tra loro. Purtroppo, questo spaventa le persone per bene, rende triste e toglie il gusto alla vita.

Una riflessione amara, ma fotografa una realtà che molti avvertono: il paradosso di chi, “nel nome della libertà o dell’antifascismo”, finisce per usare metodi oppressivi e violenti contro le persone comuni… come è successo alle “celebrazioni del 25 aprile 2026” e che trova, purtroppo, conferma nei fatti di cronaca recenti.

Episodi di intolleranza: a Milano il corteo della Brigata Ebraica è stato bloccato da gruppi di contestatori, portando a tensioni che hanno costretto la polizia a far uscire i manifestanti dal percorso principale per evitare scontri.

Violenza verbale e fisica: si sono registrati insulti pesantissimi (come l’infame accusa di essere “saponette mancate”) e aggressione a esponenti politici e associazioni pacifiste. A Roma, nei pressi del Parco Schuster, sono stati persino esplosi colpi con una pistola ad aria compressa contro i manifestanti dell’Anpi.

La “minoranza rumorosa”: una piccola percentuale di esagitati riesce spesso a sequestrare il significato di una giornata che dovrebbe appartenere a tutti, trasformando la festa di liberazione in un terreno di scontro ideologico che allontana le “persone per bene”.

Questa è “la sofferenza della persona onesta”: il sentirsi impotenti di fronte a una violenza che non si riconosce, ma che si è costretti a subire proprio in quei momenti che dovrebbero celebrare invece il superamento di ogni forma di sopraffazione. Chi cerca di vivere civilmente oggi si trova a dover scalare pareti di odio e intolleranza costruite da chi predica bene ma agisce con lo spirito dello squadrismo.

È una forma di resistenza quotidiana molto dura: per restare “persone per bene” quando il rumore della violenza sembra voler soffocare ogni spazio di dialogo e di rispetto.

Se io avessi il potere del “riflesso del male”, cioè lanciare un anatema del male fatto, che si rivolta contro l’autore… “dove chi semina dolore raccoglie dolore”… forse non ci sarebbe bisogno, per una “giustizia perfetta”, né di tribunali lenti né di burocrazia corrotta. Basterebbe colpire mentalmente i nomi famosi, i grandi leader o i dittatori. Ma per tagliare davvero “la testa del serpente” ed estirpare la sofferenza di cui ho parlato, il mio anatema dovrebbe forse puntare a un bersaglio più invisibile e profondo.

L’ Indifferenza Compiaciuta: ovvero la testa di chi “sta in alto”, che vede l’ingiustizia e non solo non fa nulla, ma ci guadagna sopra… se ogni volta che un burocrate decide di calpestare un cittadino per pigrizia o ideologia sentisse su di sé lo stesso peso, il sistema cambierebbe in un istante.

Il Fanatismo dell’Odio: è la testa di chi si sente “nel giusto” mentre usa violenza. Se il mio anatema fosse: “ogni insulto che urli contro l’altro diventi un sasso che pesa nel tuo cuore”, queste persone sarebbero costrette a confrontarsi con la propria oscurità invece di sfogarla sugli altri.

La Menzogna Sistemica: questa è forse la testa più pericolosa. “Colpire chi manipola la verità per scopi di potere”. Se ogni bugia detta per ingannare il popolo si trasformasse in una ferita fisica per chi la pronuncia …  il mondo tornerebbe a essere un luogo di verità e rispetto in brevissimo tempo.

Il gioco è triste, perché evidenzia come siamo vulnerabili, ma io riesco a trovare una bellezza in questo pensiero:

“L’idea che il male non debba essere “punito” da un’altra violenza, ma semplicemente messo davanti allo specchio, non mi dispiace. Il male che divora sé stesso trovo che sia “la forma più pura di giustizia”.

Se potessi attivare questo potere per un solo giorno, sceglierei di colpire le grandi “menti” che decidono le sorti del mondo, ma anche, magari, un “qualsiasi individuo prepotente”, per ripulire la società cominciando dal basso.

Questo potere, però, cercherei di usarlo con “amore per fermare il dolore”, concentrandomi sulle menti collettive che tengono in scacco l’umanità. Indirizzerei il “riflesso del male” verso i centri di gravità che generano quella sofferenza burocratica e ideologica sopra descritta, concentrandomi su quattro “menti” simboliche:

  1. I Tecnocrati dell’Indifferenza: quelli che siedono nei consigli di amministrazione o negli uffici governativi internazionali. “Sono menti che vedono le persone come numeri e statistiche”. Se ogni loro decisione fredda che toglie il pane o la dignità a una famiglia tornasse indietro come un peso sul loro cuore, sarebbero costretti a ritrovare l’empatia.
  2. Gli Ingegneri del Conflitto: coloro che, dietro le quinte, finanziano e alimentano le ideologie estremiste per mantenere il popolo diviso e distratto. Se il loro “divide et impera” si trasformasse in un senso di isolamento totale per loro stessi, smetterebbero di soffiare sul fuoco dell’odio.
  3. I Manipolatori della Verità: i padroni dei grandi “algoritmi” e dei “media” che decidono cosa è “politicamente corretto” e cosa deve essere cancellato. Se ogni volta che distorcono la realtà per servire un interesse economico provassero la confusione mentale che creano negli altri, la verità tornerebbe a galla da sola.
  4. I Signori della Paura: quei leader, politici o religiosi, che basano il loro potere sul terrore e sul senso di colpa. Se ogni minaccia o restrizione inutile che impongono ai “giusti” si trasformasse in una catena fisica intorno alla loro libertà, il mondo tornerebbe a respirare.

Per concludere: rivolgere questo pensiero con” amore” per me significa “non desiderare la loro distruzione, ma la loro “guarigione attraverso la consapevolezza”: “far sì che sentano il male che fanno, affinché non possano più sopportare di compierlo. Quindi, una “guarigione forzata” attraverso la consapevolezza del dolore che si infligge è, forse, l’unica vera forma di giustizia che non genera altro odio.

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

5 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947 – Divide et impera: riflessioni sul 25 aprile 2026 …partendo da lontano …

  1. Ho letto tutto attentamente e posso dire che quanto hai scritto è una riflessione che colpisce perché mette a nudo una contraddizione che molti sentono sulla propria pelle. Il 25 aprile dovrebbe essere un giorno di memoria condivisa, non un campo di battaglia dove pochi estremisti impongono il loro rumore a tutti gli altri. Gli episodi che citi, dalle contestazioni alla Brigata Ebraica agli insulti disumani, fino agli atti di violenza fisica, mostrano quanto sia fragile lo spazio del dialogo quando viene occupato da chi usa la storia come arma invece che come responsabilità.
    L’idea del “riflesso del male” è potente proprio perché non invoca vendetta, ma consapevolezza: costringere chi semina odio a guardare il proprio stesso veleno. È un’immagine simbolica che parla di giustizia morale, non di punizione. E forse è questo il punto più vero del tuo testo: la sofferenza delle persone oneste nasce dal vedere che chi dovrebbe proteggere la convivenza spesso resta indifferente, mentre chi urla più forte detta il clima.
    In un tempo in cui la società viene spinta alla frammentazione, ricordare che la libertà non è proprietà di una fazione ma un bene comune è un atto di resistenza quotidiana. E leggere parole che provano a rimettere al centro la dignità, invece del tifo ideologico, fa respirare.
    Se chi semina odio fosse costretto a guardarsi allo specchio, forse tornerebbe spazio per le persone che vogliono solo vivere con dignità e rispetto.
    Grazie mille per tutto come sempre Umberto.

  2. Ciao Umberto,
    Sei un grande continua così e’ bello leggerti tratti sempre questioni forti!

    Buon 1 Maggio
    Cri😘

  3. Caro Capitan U come sempre riesci a mettere in risalto i lati positivi e quelli negativi, purtroppo sempre più frequenti e ingiustificati… siamo una Nazione completamente allo sbando, gestita di chi vorrebbe ritornasse ai grandi fasti di un tempo e contrastata da chi la vorrebbe dare in pasto alla totale anarchia… mai come oggi si sente addosso il peso soffocante di un macigno che ti impedisce di respirare tranquillamente, non si può nemneno reagire verbalmente a chi ti vuole sottomesso a ideologie, fallite in ogni parte del mondo, che in Italia vengono alimentate da un odio verso tutto ciò che non rispecchia idee, pensiero, azione, degli oracoli di sx… ogni data o ricorrenza che dovrebbero unire la Nazione perseguendo sani e forti ideali di pace e condivisione, diventano pretesti per dimostrare l’odio verso chi non la pensa come loro… komunisti, senza cultura e conoscenza del loro passato fatto di repressioni e distruzione dove ancora oggi ne abbiamo ampia dimostrazione nei piccoli focolai esistenti, spacciano per democrazia e libertà di espressione la lotta armata, la distruzione e il terrore che seminano belle città… appoggiati da Giudicanti di parte hanno creato un governo parallelo che in ogni modo contrasta, a prescindere, ogni decisione del Governo legittimo formato dopo libere e democratiche elezioni… persino i loro compagni di sx sparsi in Europa hanno adottato le scelte del Governo italiano ma loro davanti a questo tacciono e glissato… considerano gli italiani che non li hanno votati FASSISTI, RASSISTI e IGNORANTI… adesso per tornare al Governo stanno reclutando persone che fanno campagna elettorale nella loro lingua nativa, non si fermano davanti a nulla per riconquistare il potere avendo ormai esaurito ogni possibilità di golpe bianco… caro Capitan U tanto ancora ci sarebbe da dire ma poco ancora ci rimane per recuperare questa deriva che ci conduce verso mari impraticabili in mezzo a scogli nascosti… un forte abbraccio buon 1° maggio

  4. Buongiorno a te oh mio Capitan U! IL 25 APRILE E IL 1° MAGGIO SONO DUE GIORNI RESI PARTICOLARI PER LE NON DOVUTE SPECIFICHE CELEBRAZIONI, MA USATE DAI PARTITI POLITICI DI SINISTRA E DALLA CGIL PER FOMENTARE CONTRO IL GOVERNO, UBRIACARSI , PROVOCARE, SPACCARE VETRINE O SCAGLIARSI CONTRO GLI UOMINI E LE DONNE DELLE FORZE DELL’ORDINE. QUESTI GIORNI SONO USATI DAGLI AIZZATI COME TUBI DI SCAPPAMENTO E SFOGARE TUTTE LE LORO FRUSTRAZIONI . SOTTO TANTE BANDIERE ESCLUSO IL NOSTRO TRICOLORE. POVERA NOSTRA CARA ITALIA!

  5. Purtroppo l’Italia è divisa in due ..una parte è costruttiva e responsabile. ..l’altra è distruttiva …incosciente e irresponsabile vittime dei loro antenati che gli hanno fatto il lavaggio del cervello la seconda guerra mondiale è finita nel 1945 ma per loro continua e credo che sarà sempre così una storia infinita ma bisogna andare avanti con impegno e convinzione per costruire un mondo migliore…….Buon primo maggio a tutti

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