Indignazione e impotenza, dolore e delusione: ieri si è svolta la peggiore commemorazione della Liberazione che si ricordi in questi 60 anni. Milano non merita di essere così trasformata da Pro-Pal, anarchici, personaggi ciechi e urlanti in un campo di odio, di ideologie che nulla hanno da spartire con il ricordo unitario e coeso degli italiani che festeggiavano la fine della guerra e la contrapposizione al nazifascismo.
Doveva essere finalmente una boccata d’aria pura per tutti. Indignazione anche per Sindaco e Giunta fieramente in testa ad un corteo, evidentemente approvando o comunque restando indifferenti mentre la piazza cacciava Brigata ebraica, iraniani e ucraini che portavano le loro bandiere insultandoli ferocemente. Ignoranza della storia, un indottrinamento politico profondo hanno dato spazio a ideologie inaccettabili. Ma chi ha dato questo ampio spazio,
coltivandole con malignità, a queste distorsioni? Perché Sala non sgombera i Centri sociali, covo di formazioni antistato?
Paola Concia, attivista ed ex deputata del Partito democratico, lo ha detto in un video riferendosi a quanto accaduto durante le celebrazioni della Festa della Liberazione in diverse città italiane. “È morta la Festa di Liberazione dai regimi nazifascisti grazie a fascisti che hanno impedito alla Brigata ebraica di manifestare a Milano gridando ‘siete saponette mancate’ e a Bologna dove hanno impedito a persone con la bandiera ucraina di manifestare. A Roma ci sono stati altri scontri, il 25 aprile muore qui oggi, 25 aprile 2026, vergognatevi”, ha aggiunto la Concia.
La testimonianza di chi era presente alle scene di violenza: “Mancano le basi di storia, oggi mi sono spaventata, gridare a chi esponeva la bandiera ucraina e iraniana la parola assassini vuol dire non aver capito nulla se non essere fortemente politicizzati, mi dispiace per i giovani ragazzi che sfilavano pieni d’odio. Le donne e i bambini che urlavano frasi irripetibili, da dove viene tutto quest’odio? Donne contro donne, che inneggiavano agli stupri, non so, oggi hanno scritto una pagina tristissima.”
E una voce obiettiva da sinistra “È gravissimo assistere agli insulti contro la Brigata Ebraica, molti dei quali chiaramente antisemiti. La Brigata Ebraica ha combattuto il nazifascismo e rappresenta i valori della libertà, della pace e della dignità umana. Mai, mai, mai confondere le azioni terrificanti di Israele e il genocidio che sta portando oggi avanti come Governo e come Stato, con le persone di fede ebraica che hanno storie e idee diverse e che hanno fatto, in questo caso, la storia del nostro Paese”. Lo dichiara Paolo Romano, consigliere regionale del Partito democratico in Lombardia, in merito a quanto sta avvenendo a Milano al corteo nazionale per la festa della Liberazione.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano