Futuro di San Siro, le critiche di Calabresi aprono il dibattito. La replica di Sala: “Serve concretezza, non slogan”

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La corsa verso le amministrative milanesi si accende sul futuro del quartiere San Siro, intrecciando posizioni politiche e scambi di accuse sul destino dello stadio Meazza, a partire dalle riflessioni proposte da Mario Calabresi.

Nel dibattito si inseriscono le recenti dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che a margine di un congresso a Palazzo Lombardia si è espresso sull’intervento del giornalista Mario Calabresi pubblicato sul Corriere della Sera. Calabresi si è espresso contro la demolizione della storica struttura sportiva. “Apprezzo che sia venuto sulle mie idee, per carità, però ci poteva pensare prima”, ha commentato La Russa con vena ironica, aggiungendo: “Mario Calabresi ha già detto che abbattere San Siro sarebbe doloroso. Meglio tardi che mai, con la vicinanza della campagna elettorale. Ma chi ha scelto l’abbattimento di San Siro? Il centrodestra o il centrosinistra? Chi ha votato per l’abbattimento, La Russa o gli amici che dovrebbero eleggere Calabresi? Prendere in giro i milanesi non è giusto”.

Alla discussione ha fatto eco la presa di posizione del sindaco Beppe Sala che, a margine della cerimonia al Famedio di Milano, ha risposto per le rime alle dichiarazioni di Mario Calabresi proponendo una difesa sul merito delle decisioni prese da Palazzo Marino. Sala ha tenuto a precisare che l’indirizzo strategico sulla riqualificazione dell’area non è il frutto di un’iniziativa estemporanea della giunta, bensì il risultato di una delibera ufficiale discussa e votata dall’aula: “C’è un punto politico e di merito. Il punto politico è che il progetto San Siro, che non riguarda solo la nuova struttura ma definisce cosa fare della vecchia, degli spazi e del verde, non è una decisione di Sala e Scavuzzo, è una decisione del Consiglio comunale. Politicamente trovo un po’ bizzarro che Calabresi, il quale dovrà farsi appoggiare da questa parte politica, metta dei dubbi su una decisione approvata di recente”.

Sul versante urbanistico, il primo cittadino ha posto l’accento sulla gestione dei volumi e della sostenibilità: “Si parla continuamente di questo mitico tema della rigenerazione, il che significa che se devi costruire qualcosa cerchi di non aumentare il volume edificato. Se San Siro rimanesse esattamente com’è, considerando i diritti volumetrici spettanti, le squadre dove dovrebbero costruire? Dove metteremmo il verde? La critica è legittimissima, però nel momento in cui si mette in discussione una decisione presa bisogna spiegare cosa si vuol fare. Se non si spiega si fa solo confusione, e noi non abbiamo bisogno di confusione”.

In risposta alle argomentazioni dell’amministrazione, ampi settori dell’opposizione e del mondo civico che avversano l’abbattimento pongono l’accento sulla salvaguardia di un simbolo architettonico e identitario della città, ritenendo che la demolizione del Meazza rappresenti una perdita culturale non necessaria.

Il sindaco ha poi ampliato il raggio del suo intervento rivolgendo un monito diretto a tutta la coalizione di centrosinistra in vista delle future elezioni amministrative: “Ogni tanto guardo con preoccupazione la mia parte politica che si muove come se avessimo già vinto: non è così, bisogna stare molto attenti perché l’elettorato milanese e nazionale è molto mobile e non c’è niente di scontato. Non servono opinioni, servono proposte concrete. Apprezzo il fatto che Calabresi si sia fatto avanti, ma ho il dovere di chiedere che questa campagna sia orientata alle proposte e non agli slogan”.

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