Il dibattito sul futuro assetto amministrativo del capoluogo lombardo si arricchisce di una nuova proposta. Partire dalla rete metropolitana, sfruttando le fermate già attive e i futuri prolungamenti nell’hinterland, potrebbe rappresentare il criterio ideale per ridisegnare i confini e dare finalmente vita a una Grande Milano istituzionale, moderna ed efficientemente integrata. E’ quello che prospetta nel suo articolo Milano Città Stato:
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La Grande Milano è già una realtà dal punto di vista urbano, economico e dei collegamenti. Rimane da definire come tradurre questa dimensione in un nuovo assetto amministrativo. Un primo passo potrebbe essere quello di utilizzare un’infrastruttura che collega già Milano a numerosi comuni dell’hinterland.
La Grande Milano potrebbe nascere dalla metropolitana: i 17 comuni che ne farebbero parte
# La metropolitana come punto di partenza per la Grande Milano?

La gestione di un territorio che supera ampiamente i confini comunali di Milano pone il problema di individuare un’autorità amministrativa in grado di governare direttamente l’intera area urbana, con rappresentanti eletti dai cittadini e competenze su urbanistica, mobilità, infrastrutture e servizi. L’attuale Città metropolitana comprende 133 comuni, ma il suo sindaco coincide con quello di Milano e non viene eletto direttamente da tutti i residenti del territorio. La costituzione della Grande Milano potrebbe quindi passare attraverso una revisione dell’attuale assetto istituzionale, secondo modalità ancora da definire. A prescindere dalla formula amministrativa scelta, rimarrebbe la questione di quali comuni coinvolgere inizialmente.
Un possibile criterio potrebbe essere quello di partire dai territori già serviti dalla rete metropolitana, incorporandoli nella nuova realtà amministrativa sulla base della presenza di almeno una stazione all’interno dei rispettivi confini. Un primo nucleo che potrebbe essere progressivamente ampliato seguendo i futuri prolungamenti delle linee.
# Gli 11 comuni già serviti dalle linee M1 e M2

La prima fase potrebbe coinvolgere 11 comuni, tutti dotati di almeno una stazione della metropolitana milanese.
Sulla M1 si partirebbe da:
- Sesto San Giovanni, servita dalle fermate Sesto Rondò, Sesto Marelli e Sesto 1° Maggio FS
- mentre sul ramo ovest verrebbero incorporati Pero e Rho, quest’ultimo raggiunto dalla linea con il capolinea di Rho Fieramilano.
La M2 permetterebbe di ampliare ulteriormente il territorio comunale in diverse direzioni_
- a sud rientrerebbe Assago, servita dalle stazioni Assago Milanofiori Nord e Assago Milanofiori Forum
- sul ramo nordorientale sarebbe coinvolta Cologno Monzese, con tre fermate
- lungo la direttrice verso Gessate si aggiungerebbero Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina de’ Pecchi, Bussero, Gorgonzola e Gessate.
# Gli altri 5 comuni che potrebbero essere incorporati con i prolungamenti

Una seconda fase potrebbe seguire l’espansione della rete metropolitana prevista nei prossimi anni, coinvolgendo altri cinque comuni:
- Il prolungamento della M5 a nord consentirebbe di includere Cinisello Balsamo e Monza
- a sud-est, il progetto di prolungamento della M3 verso sud-est a San Donato Milanese e Peschiera Borromeo, permetterebbe di incorporare entrambi i comuni con una fermata ciascuno (l’attuale capolinea San Donato M3 si trova infatti ancora nel territorio del Comune di Milano)
- la M4 offrirebbe altre due direttrici di ampliamento:
- verso ovest, con il prolungamento previsto fino a Buccinasco
- verso est, con quello progettato fino a Segrate con le due nuove fermate di Idroscalo-San Felice e Segrate Porta Est
Considerando anche queste estensioni, il numero dei comuni potenzialmente incorporabili arriverebbe a 17.
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