Il racconto di oggi segue a quello relativo a San Carlo Acutis. Non è facile parlare d’amore oggi, ma se dobbiamo risalire alla sorgente, dobbiamo partire da chi ci è stato più vicino. E per me, per noi, dopo il giovanissimo San Carlo, l’Omega più luminoso del nostro tempo è stato lui: Papa Francesco.
Jorge Mario Bergoglio, venuto “quasi dalla fine del mondo”. Quando è uscito la prima sera e ha detto solo “Fratelli e sorelle, buonasera”, abbiamo capito che qualcosa stava cambiando.
Io per lui avevo realizzato una canzone arrivatami da un diacono, “Il Papa dell’umiltà”. Poi si è persa, come tante cose. Ma il titolo è rimasto dentro di me, perché lui era esattamente quello: l’uomo dell’umiltà.
Non ha voluto l’appartamento del Palazzo Apostolico. È rimasto a vivere a Casa Santa Marta, in mezzo alla gente. Non aveva proprietà, non prendeva stipendio. Diceva: “Mi basta quello che mi serve”. Da gesuita aveva fatto voto di povertà e lo ha mantenuto fino alla fine.
E la fine ce l’ha detto chi era davvero. Morto il 21 aprile dello scorso anno, a 88 anni, ha lasciato scritto che voleva essere sepolto non come un re, ma come un uomo semplice, nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Con una tomba con scritto solo “Franciscus”. E con ai piedi non le babbucce rosse di seta dei Papi, ma le sue scarpe nere consumate, quelle di tutti i giorni, fatte da un artigiano del Salento. Le scarpe di chi ha camminato tanto per le periferie.
Perché lui lo ripeteva sempre: “La realtà si capisce meglio dalle periferie. Chi guarda i poveri capisce il mondo”.
Il suo primo viaggio non è stato in una capitale potente, è stato a Lampedusa, tra i migranti. Poi a Lesbo in Grecia, poi in Iraq sotto le bombe per dire: pace. A Mosul, nella messa fra le rovine, ha scritto e pronunciato parole che resteranno:
Se Dio è il Dio della vita, e lo è,
a noi non è lecito uccidere i fratelli nel Suo nome.
Se Dio è il Dio della pace, e lo è,
a noi non è lecito fare la guerra nel Suo nome.
Se Dio è il Dio dell’amore, e lo è,
a noi non è lecito odiare i fratelli.
Al suo funerale, in prima fila c’erano i potenti, come da protocollo. Ma tutti abbiamo pensato la stessa cosa: lui avrebbe voluto gli ultimi in prima fila. I senza tetto, i migranti, quelli che non hanno mai un posto riservato.
Ecco perché iniziamo da lui questo nostro cammino “Da Omega ad Alfa”. Perché lui è l’Omega, l’uomo del nostro tempo che ha predicato l’amore più vicino a Gesù. Ha rifiutato il potere e ha scelto il servizio. Proprio come diceva Gesù: “Chi è il primo, si faccia servo di tutti”.
La sua eredità non sono palazzi o soldi. La sua eredità è una scarpa consumata. E un’idea semplice: l’umiltà.
E se un uomo di 88 anni, a capo della Chiesa, riesce a morire povero e umile, allora forse l’amore esiste ancora. E vale la pena raccontarlo.
Nella prossima puntata vi parlerò di una donna piccola piccola, che di quella scarpa consumata ne ha fatto la sua vita intera: Madre Teresa di Calcutta, ma ora godiamoci il commiato da Papa Francesco, che attraverso me, dal cielo saluta e ci benedice.
… grazie Jorge Bergoglio …
Capitan U 1947
(alias Umberto Napolitano)

Scrivo e canto canzoni da sempre, sono la mia arma di espressione libera e senza filtri. Nella mia carriera ho molte hit cantate da me e da grandi star nazionali e internazionali, al mio attivo 6 Festival di Sanremo come autore, 3 come cantante ed altro. Sono un rivoluzionario? Forse, non so, non credo che osservare e raccontare onestamente sia un atto sovversivo … però una cosa è certa: ovunque c’è “casino”, io ci sono.





Francesco. Al di là dei ruoli e dei titoli, ciò che più colpisce è la testimonianza concreta di umiltà, semplicità e vicinanza agli ultimi che ha lasciato al mondo. Le scarpe consumate valgono più di molti discorsi: raccontano una vita spesa al servizio degli altri. Un’eredità preziosa che continua a parlare ai cuori e a ricordarci che l’amore si manifesta soprattutto nei gesti quotidiani. Attendo con interesse il racconto dedicato a Madre Teresa..
un Grande racconto con momenti di commozione Grazie CapitanU 💞
Jorge Mario Bergoglio Papa Francesco, è stato il vero grande interprete di umiltà, di pace e di amore. Dopo qualche giorno dalla sua proclamazione a Papa, il Pontefice si recò da solo presso l’albergo dove aveva pernottato durante il periodo prima di essere eletto, a saldare il conto. Indimenticabile un particolare nel corso della sua visita in Calabria, durante un tragitto in auto chiese a chi lo conduceva di accostarsi al margine della strada per salutare , baciare e benedire un minore infermo che aveva scorto tra la folla in attesa del Suo passaggio. Gesto Sacro, umano, di una sensibilitalà e amore che solo Papa Francesco sapeva avere e dimostrare con tutto se stesso.
È stato e resterà il più umile dei Papi,mi piaceva molto. Per lui i poveri e gli ultimi venivano i primi. Sono i capitoli del tuo libro che mi sono piaciuti tanto,il papa e madre Teresa.
Papa Francesco un Papa ..buono ..semplice e umile..,insegnava a volersi bene in pace e serenità…ci manca molto ma è sempre nei nostri cuori….Al prossimo racconto
Ciao Umbi, Bellissimo questo tuo racconto, del nostro caro Papa,Jorge Mario Francesco, lui era veramente Umile, mi ha colpito, che ha voluto essere sepolto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore , con solo il nome Francesco sulla sua tomba, con le sue scarpe, consumate, era appassionato di calcio,tifava per la squadra di San Lorenzo, e gli piaceva la musica un papa unico, ha proclamato santi ,due che io sono stato sempre molto affezionato ,Carlo Acutis, e Piergiorgio Frassati. Due Grandi,pieno di umiltà, esattamente come lo e sempre stato anche lui.
Grazie Francesco,grazie Piergiorgio grazie Carlo. 🙏🙏🙏❤️❤️❤️🌹🌹🌹