Scuola, Atrous (FI): “Tetto stranieri? Il criterio sia la conoscenza dell’italiano, non l’origine”

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Il responsabile Immigrazione di Forza Italia Milano critica un limite rigido del 30% basato sulla cittadinanza: “Servono criteri concreti e applicabili”.

“Sull’integrazione a scuola servono serietà e pragmatismo. Il criterio deve essere la conoscenza dell’italiano, non la provenienza degli studenti. Un tetto rigido basato sulla cittadinanza rischia di non tenere conto delle situazioni concrete”.

Lo dichiara Amir Atrous, responsabile Immigrazione di Forza Italia Milano, intervenendo sulla proposta del Governo di fissare un tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi. “Pensiamo a una ragazza di origine straniera, cresciuta in Italia, che ha frequentato qui tutte le scuole, parla perfettamente italiano e ha l’istituto sotto casa. Se la classe raggiunge il 30%, perché dovrebbe essere mandata altrove soltanto per il passaporto che possiede? Conosco il mondo della scuola e la domanda è molto semplice: come dovrebbe applicare concretamente questa norma un dirigente scolastico? Un tetto rigido rischia di scaricare sui dirigenti un problema difficilmente gestibile, soprattutto nei quartieri con una forte presenza di famiglie straniere. Chi si manda via? Dove? E perché un bambino dovrebbe essere escluso dalla scuola sotto casa? Anche i numeri invitano a distinguere: secondo l’ultimo dato ufficiale disponibile, richiamato dal Parlamento, gli studenti stranieri neoarrivati nella scuola primaria e secondaria sono 27.566, appena lo 0,44% del totale degli alunni. È soprattutto su questi ragazzi che occorre intervenire con italiano L2, sostegno linguistico e strumenti adeguati. Mettere sullo stesso piano chi è appena arrivato e chi è nato o cresciuto nelle nostre scuole non risponde al problema reale. Serve quindi una norma concreta, equilibrata e realmente applicabile, capace di favorire l’integrazione senza introdurre automatismi legati alla cittadinanza”.

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