Il 19 settembre 1926 San Siro apriva per la prima volta i suoi cancelli. A un secolo esatto da quel giorno storico, prendono forma i dettagli del piano di riqualificazione che promette di rivoluzionare l’intera area circostante.
Il nuovo impianto per Inter e Milan
Firmato dai rinomati studi Foster + Partners e MANICA, il nuovo stadio sorgerà leggermente spostato a ovest rispetto all’attuale Meazza. La struttura avrà una capienza di 71.500 posti disposti su due anelli, di cui ben 13 mila destinati ai servizi premium.
L’iter autorizzativo promosso da Comune e Regione dovrebbe concludersi entro l’estate del 2027, così da consentire l’avvio dei cantieri nella seconda metà dello stesso anno e completare l’opera nel 2032, in tempo per gli Europei di calcio. Sebbene il progetto definitivo e i primi rendering ufficiali verranno svelati solo nei prossimi mesi, le linee guida principali sono ormai tracciate.
Cosa ne sarà dell’attuale “Meazza”?
Il vecchio stadio non verrà completamente abbattuto. Il piano di recupero prevede la demolizione parziale dell’impianto e la riconversione della struttura superstite: verranno preservati porzioni dei settori blu e arancione insieme all’angolo di congiunzione, mentre il terzo anello sarà rimosso.
La trasformazione del quartiere: uffici, verde e viabilità
Secondo il nuovo Rapporto Ambientale della VAS (Valutazione Ambientale Strategica), sono al vaglio quattro differenti ipotesi urbanistiche per riutilizzare gli spazi liberati:
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Nuovi spazi direzionali e commerciali: Una delle simulazioni ipotizza la costruzione di nove edifici principali (con altezze variabili tra i 5 e i 17 piani) e quattro volumi minori. L’area accoglierà uffici, hotel, negozi e servizi, senza la presenza di edilizia residenziale.
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Aree verdi e vivibilità: La componente pubblica avrà un ruolo centrale: oltre 80.000 metri quadrati di spazi verdi saranno ceduti e resi accessibili alla cittadinanza.
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Infrastrutture e viabilità: Tra gli interventi logistici chiave figura la ricostruzione del tunnel Patroclo, passaggio fondamentale per permettere la realizzazione del nuovo impianto.
A cent’anni dal fischio d’inizio della sua storia, il tempio del calcio milanese si prepara così ad aprire un capitolo del tutto inedito.
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