Accordo triennale tra il Comune e la scale-up Niulinx per testare il «robo-sharing» e migliorare i collegamenti urbani, a costo zero per l’amministrazione.
Chiamare un veicolo tramite app e vederlo giungere autonomamente sotto casa, pronto per la partenza, sta per diventare realtà a Milano. Palazzo Marino e la società Niulinx hanno sottoscritto un protocollo d’intesa di durata triennale inteso a guidare la transizione del capoluogo lombardo verso le nuove frontiere della mobilità autonoma. L’intesa è stata formalizzata a margine dell’evento Mobidays, durante un incontro condotto dall’assessora alla Mobilità Arianna Censi.
Il piano d’azione, approvato dalla Giunta comunitaria lo scorso 8 settembre, si articola in otto tappe progressive. Si inizierà con i primi collaudi su strada in condizioni di traffico reale, per poi passare alla sperimentazione di navette dedicate al trasporto verso plessi scolastici e strutture ospedaliere, servizi a chiamata e soluzioni per la copertura del «primo e ultimo miglio» integrati con la rete del trasporto pubblico.
L’iniziativa punta a un impatto sociale concreto, come sottolineato dall’assessora Censi: «La guida autonoma rappresenta un’opportunità tangibile per garantire il diritto alla mobilità e all’autonomia personale anche alle fasce di popolazione più fragili». Il progetto aspira inoltre ad attrarre investimenti europei e nazionali, posizionando Milano tra le realtà europee all’avanguardia nella sperimentazione tecnologica.
La partnership è sviluppata con Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano con un organico di 50 ingegneri e ricercatori e un capitale raccolto di 38 milioni di euro. L’azienda porterà in dote il proprio know-how nel settore del «robo-sharing», sistema in cui il veicolo raggiunge la posizione del cliente in autonomia, lasciando poi la guida all’utente per la tratta desiderata.
Gian Marco Felice, Presidente del CdA di Niulinx, ha espresso grande soddisfazione per l’avvio del progetto con una città di riferimento sul fronte della sostenibilità. L’intesa, a costo zero per le casse comunali e supervisionata da un comitato paritetico, si inserisce nel solco del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e riprende l’esperienza già avviata con il Living Lab finanziato tramite fondi PNRR.
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