Con l’espressione fiera e consapevole, da anni Sala si impone o, meglio, vorrebbe imporsi come protagonista della politica nazionale da cui sente un richiamo irresistibile. Prerogative non richieste e non attribuite, ma il personaggio ha la postura anche mentale dell’affarista stregone che tutto sa, tutto può controllare e nulla sfugge alle sue capacità deduttive.
E non importa che l’amato (si fa per dire) PD gli abbia platealmente tolto la corona da monarca assoluto e decida indipendentemente dai suoi desiderata, la poltrona da sindaco val bene qualche sì obtorto collo. Rimangono le parole elargite a piene mani su tutto e su tutti, come arbiter non discutibile di un verbo che non interessa a nessuno, anzi stona come ingerenza gratuita e inutile.
Le ultime esternazioni riguardano le candidature per la prossima elezioni a sindaco di Milano e i suoi giudizi diventano onnicomprensivi da sinistra a destra, quasi che la conoscenza della politica e dei suoi rappresentanti fosse un cibo da metabolizzare e spiegare nella presunzione di avere correttamente assimilato la realtà politica. E così sostiene la necessità delle primarie nel campo largo perché “…le primarie del centrosinistra potranno essere anche il momento in cui si mostrerà visibilmente che esiste un’anima, da quello che capisco, ma ovviamente non sono questioni che riguardano a me direttamente” Nessun dubbio sulla necessità di una verifica di omogeneità nel programma a priori, ma sembra dire “Tutti in fila… più numerosi siamo, meglio è… basta un’anima…” e dubita che esista nel PD.
Ma il paradosso di cattivo gusto arriva quando ritiene di guardare con la lente d’ingrandimento l’operato del centrodestra che, pur navigando con qualche difficoltà, ha un’anima che si chiama coesione d’intenti, da tempo messa alla prova praticamente tutti i giorni. Osserva “Mi sembra che stiamo tornando al 2021, annunci continui che tra una settimana o un mese ci sarà il candidato e poi in realtà è un casting infinito”.. Per precisare: “casting (noto in italiano anche come provino o audizione) indica il processo di selezione di attori, comparse, modelli, ballerini o cantanti per un progetto artistico, come un film, uno spettacolo teatrale, una sfilata o una campagna pubblicitaria.” (Google)
Parlare di casting per definire la ricerca di un candidato, ha implicito un sentimento irrispettoso, quasi di disprezzo, considerando gli aspiranti al ruolo maschere che tentano un provino, macchiette in cerca di notorietà, per un progetto pubblicitario. E’ offensivo per un centrodestra impegnato e serio. E’ un voler banalizzare la parte avversa cancellando le sue idee, i suoi programmi.
L’ingerenza tranchant di Sala nasce dal timore che a destra esista quell’anima riformista che stenta ad emergere a sinistra?

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano