Grande mobilitazione nel Milanese: istituzioni e cittadini si uniscono al corteo dei lavoratori.
La comunità di Solaro si stringe attorno ai dipendenti della Electrolux. Giovedì 4 giugno, un corteo partito dai cancelli della fabbrica ha attraversato la città fino al municipio, culminando in un’assemblea pubblica per protestare contro il piano di esuberi annunciato dal colosso svedese lo scorso 11 maggio, che mette a rischio 1.700 posti di lavoro in tutta Italia.
La crisi colpisce duramente il sito produttivo di Solaro, dove lavorano circa 700 persone e dove si prospetta il taglio di un terzo del personale.
Istituzioni e sindacati uniti
Alla manifestazione ha preso parte anche la sindaca Nilde Moretti, insieme a numerosi amministratori locali e rappresentanti della Città metropolitana e della Regione. I lavoratori hanno lanciato un appello accorato:
“Questa è una battaglia molto più grande di noi, non possiamo farcela da soli.”
Luca Stanzione, segretario generale della Cgil di Milano, ha criticato la mancanza di una politica industriale forte e l’assenza a Milano di un nucleo provinciale per le crisi aziendali, chiedendo con urgenza l’attivazione di un tavolo di crisi permanente.
Le prossime scadenze e il ruolo del governo
Il braccio di ferro con l’azienda si sposterà presto sui tavoli istituzionali. Il calendario delle prossime proteste è già fitto:
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11 giugno: presidio davanti alla sede della Regione Lombardia.
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15 giugno: manifestazione a Roma sotto il Ministero del Lavoro.
Nel frattempo, il governo ha fissato per metà giugno il termine entro cui Electrolux dovrà ritirare la procedura di licenziamento. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha assicurato la massima attenzione sul caso, citando come modello la recente risoluzione della crisi Beko, dove si è riusciti a scongiurare i tagli al personale.
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