I racconti di Capitan U 1947: Questa è la storia di uno di noi

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Una storia che comincia in una caserma di Torino nel 1961, la Caserma Morelli di Popolo di Corso Union Sovietica, nella quale stava terminando la sua leva Adriano Celentano, nel Battaglione Cremona, dove prestava servizio come artigliere. Io avevo poco più di 14 anni e abitavo a Torino in corso Monte Cucco (lo stesso corso dove abitavano Franco Tozzi e il suo fratellino Umberto), in un palazzo riservato solo a marescialli e alle loro famiglie, come quella nella quale ero nato io.

Oltre a frequentare il secondo anno di ragioneria, suonavo la chitarra e cantavo tre sere alla settimana in un’orchestrina che girava le balere di periferia. Ottenevo un grande successo e il Maresciallo Maggiore Napolitano, “approfittando del suo grado”, riuscì a farmi incontrare il molleggiato più famoso d’Italia e mio idolo, in seguito diventato anche amico. Adriano mi ascoltò con interesse e, sfoggiando un gran sorriso, mi fece i complimenti e poi … non aggiunse altro. Passò un po’ di tempo, lui finì la leva ed io quasi avevo perso ogni speranza quando… poco più di un anno dopo ricevetti una telefonata: era il maestro Armando Sciascia, proprietario della casa discografica Vedette, quella che ha lanciato l’Equipe 84. Gli ero stato segnalato, molto positivamente, da Adriano Celentano e mi convocò a Milano per un provino. Emozionatissimo mi presentati, ormai quindicenne, sempre accompagnato dal mio papà maresciallo, rigorosamente in divisa. Il provino andò benissimo e fui ingaggiato e assegnato a un giovane produttore ed artista emergente, Gian Pieretti. Con lui nel 1963 incisi il mio primo singolo, con lo pseudonimo “Umberto Maj”. Titolo del brano: “ La croce di un uomo”.

Mai titolo fu più premonitore. Il disco uscì nel 1964 e fu sigla finale di un film di successo, un documentario dove il regista, girando locali notturni di mezzo mondo, mostrava scene di sesso e di violenze varie. Un colonnello che conosceva mio, padre e di conseguenza me, trovò riprovevole che il figlio giovanissimo di un militare prestasse la sua voce a una pellicola di così bassi valori. Morale: il mio contratto fu stracciato e il disco, pur se funzionava, ritirato dai negozi e dai jukebox. Per  me rappresentò la prima delusione, la prima croce di spine da beccarmi sul groppone.

Le successive croci furono le grandi battaglie intraprese nel pretendere di portare avanti il mio discorso musicale con coerenza e libero da qualsiasi vincolo politico – ideologico. La mia ribellione ferma e onesta nei confronti di chi faceva, e ancora fa, di questo meraviglioso mondo un infinito campo di battaglia… un mondo di croci fatte “di spine, di lacrime amare, di giorni felici che ormai son finiti.”

Anche Adriano Celentano, a modo suo, ha portato avanti molte battaglie inneggiando al rispetto della nostra terra e all’amore di Dio, che l’umanità non riesce a contraccambiare per colpa di pochi potenti che umiliano il pianeta saccheggiandolo avidamente. Combattono tra di loro, rognosi, per spartirsi le prede… ovvero, noi. Ci vogliono tutti tristi, insensibili… rassegnati.

Ma noi non ci arrendiamo, vero Adriano? Noi non ci rassegniamo e allo strapotere dell’ingordigia assassina contrapponiamo la purezza del nostro amore e la determinazione della nostra fede e, insieme a te, io pregherò, pregheremo…  finché il mondo interò riuscirà ad unirsi alla nostra preghiera.

… vi amo …

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

12 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: Questa è la storia di uno di noi

  1. Straordinario il tuo inizio di carriera e l’incontro con Celentano.
    Il tuo brano è molto bello. Di croci ce ne sono tante da portare e spesso è bello riscattarsi. Tu lo hai dimostrato alla grande. Anche se alcuni ti hanno fermato hai fatto benissimo ad andare avanti e seguire il tuo percorso artistico. Complimenti come sempre per tutto.
    Riguardo a Celentano, quella volta c’ero anche io tra il pubblico e sarebbe, ma lo è ancora, un giorno di riuscire a incontrarlo di persona.
    Grazie per tutto Umberto.

  2. Il maresciallo maggiore Napolitano è stato sempre un grande in tutto.
    Da piccolo era il mio Idolo perché papà mi raccontava di Lui.
    Non erano zio, mio papà, e nipote, il tuo …. erano due grandi amici perché avevano la stessa età.
    Adesso smetto perché mi commuovo , sono un vecchio uomo e sono facile alle emozioni.
    Un abbraccio Umberto e a tutta la tua famiglia

  3. Bellissima inedita grande testimonianza questo tuo lungo e particolareggiato meraviglioso racconto che tu solo potevi fare per aver vissuto condiviso quei magici momenti . Complimenti Umbi e grazie per avermi arricchito di queste perle paragonabili a vere e delicate carezze al cuore. Un abbraccio tuo aff.mo amico Emanuele .

  4. Ciao Capitan U, quando si dice che il destino è segnato …questa ne è la prova. La combinazione che tuo papà fosse proprio nella caserma dove c’ era Celentano è stato un bell’avvio per un marmocchio che voleva intraprendere un percorso musicale .Una cosa che mi è nuova è che Gian Pieretti avesse iniziato come produttore. Più continua la tua storia e più mi rendo conto che la tua curiosità ti ha spalancato con “alti e bassi” porte e portoni …ti abbraccio.

  5. Hai dimostrato di avere talento da adolescente e di avere già le idee chiare complimenti per la tua coerenza e caparbietà all’epoca c’era spazio e visibilità per tutti e di persone giuste ce ne erano comunque ancora complimenti

  6. Grazie mille Umbi per i tuoi bellissimi racconti che ci regali,ogni uno è una perla, questo che sei riuscito a conoscere Adriano personalmente dev’essere stato una bellissima emozione per te, incontrare il tuo idolo ( che è stato sempre anche il mio idolo ) hai detto benissimo che Adriano ha sempre lottato per salvare il mondo,contro le guerre, contro il cemento,con bellissime canzoni come il ” mondo in mi 7 ”
    ” L’albero di trenta piani” ” Serafino” ” il ragazzo della via Gluck ” Bingo Bongo,” “Questo vecchio pazzo mondo” ( il cover di ” Eve of Destruction ” ( la vigilia della distruzione) …di Barry McGuire ) attualissimo capolavoro, con quello che sta succedendo oggi nel mondo .e tantissimi altri capolavori come PREGHERO , ( il cover di ” Stand by me ” di Ben E King. I cover di Celentano hanno fatto sempre centro,ci hanno fatto riflettere , sia come salvaguardare questo capolavoro ” Mondo ” che ci ha regalato il nostro Signore, che dobbiamo assolutamente fare molto di più di salvaguardarlo, per il bene di tutti noi,per il bene che dobbiamo cercare di lasciare in eredità ai nostri figli. mai più guerre,ma solo pace e amore ..
    La croce di un uomo …Hai fatto di nuovo STRIKE hai fatto centro,con questo tuo bellissimo capolavoro,
    Grazie mille Umbi, per questo e per tutti i tuoi capolavori che ci hai regalato. Tutti con un vero senso, un insegnamento per la nostra vita…sempre attuali, e mai banali . Grazie di cuore.

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