Le Olimpiadi, il volto migliore di Milano e la speranza di rinnovata attrattività non cancellano l’inefficienza del Comune di Sala

Fabrizio c'è Milano
Le Olimpiadi di Milano Cortina hanno regalato 16 giorni veramente entusiasmanti anche a chi non era direttamente coinvolto ma semplice  spettatore.
L’Italia e Milano hanno mostrato il volto migliore: la loro bellezza naturale e artistica, la ricchezza del nostro cibo, della moda e del design, la tradizionale ospitalità. E anche una ottima capacità organizzativa. Volontari generosi ed entusiasti, un mondo dello sport organizzato e competitivo e anche una invidiabile gestione della sicurezza in un mondo dove i gesti e le azioni terroristiche sono purtroppo sempre in agguato.
E il merito non è solo di una magnifica cerimonia inaugurale. Anche solo vedere migliaia di giovani sportivi e sorridenti in metro, nelle strade di Milano è stata una grande boccata di aria pulita e di speranza. Lo spirito olimpico ha conquistato i milanesi, oltre ogni retorica. E oltre le presenze di queste settimane va considerato il grande effetto volano che le immagini di Milano e dell’Italia sui social media di tutto il globo determineranno nei prossimi anni.
Lungimirante è stato candidare Milano e Cortina con le rispettive Regioni alle Olimpiadi invernali,  come all’epoca vollero tutte le forze politiche di centro destra e sinistra, con le eccezioni dei soliti “antitutto” ( 5Stelle e sinistra estrema).
Il giusto spirito di coesione quando bisogna difendere l’interesse nazionale, la reputazione e la attrattività della nostra città non possono però cancellare o far dimenticare che anche in questo evento Sala e la sua Giunta di sinistra hanno manifestato lacune e negatività che i milanesi ben conoscono né dimenticano.
Penso alle scale mobili della metropolitana che nemmeno per le Olimpiadi, come annunciato, si è riuscito a far funzionare in tante stazioni. Oppure i tanti cantieri rimasti aperti e poco operativi nonostante la scadenza olimpica: corso Buenos Aires, la preferenziale della Filovia 90/91 (nelle zone di Piazza Lodi e Piazza Lotto), addirittura il Piazzale antistante la Stazione Garibaldi. E poi l’incredibile flop della linea tranviaria veloce tra la M4 Repetti e M3 Rogoredo che mai partirà e che lascia l’Arena Santa Giulia senza trasporto pubblico.
Fallimentari esempi di una Amministrazione che non riesce a rispettare i tempi delle opere pubbliche, piccole e grandi, nemmeno quando vi sono scadenze fissate col il resto del mondo.
Teniamoci dunque la visione di una Milano attrattiva, ospitale e soprattutto internazionale. Facciamo tesoro e comprendiamo realmente quanto sia importante lo sport per le giovani generazioni (tema sconosciuto a Sala).  Alziamo l’asticella verso il Comune: Milano sa essere così bella e apprezzata perché nella sua storia ha sempre applicato i valori del lavoro, dell’efficienza e della solidarietà, non certo per la vanità e inconcludenza dei suoi amministratori attuali.

3 thoughts on “Le Olimpiadi, il volto migliore di Milano e la speranza di rinnovata attrattività non cancellano l’inefficienza del Comune di Sala

  1. Fabrizio, complimenti per questo bellissimo commento, che ha il pregio di mettere in gran risalto tutti i lati positivi della nostra Milano e della capacità di accogliere e gestire un evento mondiale, in maniera altamente valorizzante, senza tuttavia tralasciare le gravi inefficienze di una amministrazione che sa distinguersi solo per la sua notoria incapacità.

  2. Sala dice solo cavolate. Anche con le Olimpiadi ha fatto un buco. € 10 tassa di soggiorno (FOLLIA). Buchi nelle strade, cantieri aperti, caos assoluto, mancanza di parcheggi, mezzi di superfice diradati, insicurezza nelle strade grazie alle sue risorse. Sala se ne deve andare, si spera che l’abbiano capita anche i radical chic della sinitra che lo hanno voatto

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