
Il fenomeno del bullo, lo ricordo benissimo, era presente anche nella mia adolescenza, erano ragazzi che non trovavano il modo per dire di sé ed allora facevano i super sbruffoni con atteggiamenti che si limitavano a piccole minacce ma erano piuttosto isolati perché i genitori per la maggiore erano presenti.
Il bullismo, a mio parere, è sinonimo di fragilità interiore che non volendo dimostrare sfocia in aggressività come sistema di autodifesa verso gli altri; vengono meno le caratteristiche di sicurezza nei confronti del quotidiano probabilmente dettate da un cattivo rapporto famigliare che scatena rabbia.
La famiglia alla deriva è grande portatrice malsana di ciò: la vita di oggi obbliga gli adulti, mamma e papà, ad avere una occupazione per mantenere un certo regime di vita per non farsi mancare nulla. Ma i genitori sono i primi miti da cui i figli prendono esempio. Qui probabilmente nascono i problemi: rapporti conflittuali tra coniugi causate da stanchezza: viene a mancare il rispetto, la comprensione, il perdono… uno sovrasta l’altro e viceversa ed il figlio/a suo malgrado è costretto a scegliere: associamo questo alla solitudine durante le giornate in cui i ragazzi si devono far carico di responsabilità, anche se non pronti, non preparati!
Vengono a mancare autostima, serenità, certezze: ma non posso farmi vedere fragile con gli altri: come mi giudicherebbero? Come posso ritrovare in me forza e coraggio (solo in gruppo)? Come posso dimostrare che sono forte ed indipendente? Come posso dimostrare di non aver bisogno di nessuno?
Aggressivo, aggressivo, aggressività dimostra forza, coraggio, indipendenza: questa è la strada dell’autonomia dai miei!
Poi c’è la strada dei social, di Watts Up: qui non ci sono freni, non ci sono gli occhi dell’altro che mi guardano, è più facile ancora!
Social ed AI governano i deboli!
Maurizio Gabbana
Linda Tarantino
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