Trump a Davos per il Board of Peace: i dettagli della firma e i leader presenti

Esteri

“È una giornata entusiasmante, attesa da molto tempo. Molti Paesi hanno appena ricevuto l’invito e tutti vogliono farne parte; lavoreremo con molti altri, inclusa l’ONU”. Con queste parole il presidente statunitense, Donald Trump, ha aperto alle 10.30 di ieri a Davos la cerimonia di firma del Board of Peace per la pace a Gaza.

Il capo della Casa Bianca ha poi rivendicato i risultati della sua amministrazione: “Abbiamo posto fine a otto guerre e un’altra terminerà molto presto. Quella che pensavo fosse la più semplice si è rivelata la più difficile”, ha dichiarato, riferendosi con ogni probabilità al conflitto in Ucraina. Proprio su questo fronte, l’agenda prevede un incontro tra Trump e Volodymyr Zelensky, mentre l’inviato speciale Steve Witkoff è atteso a Mosca per un colloquio con Vladimir Putin.

I protagonisti sul palco

Accanto a Trump, per la sigla dell’accordo, era presente una folta delegazione internazionale composta da leader e rappresentanti di alto livello:

  • Americhe: Il presidente dell’Argentina e il presidente del Paraguay.

  • Medio Oriente: Il primo ministro del Qatar, il vice primo ministro della Giordania, i ministri degli Esteri di Arabia Saudita e Turchia, oltre ai rappresentanti di Bahrein, Marocco ed Emirati Arabi Uniti.

  • Europa e Caucaso: I primi ministri di Bulgaria, Ungheria, Armenia e Pakistan, insieme ai presidenti di Azerbaigian e Kosovo.

  • Asia: I presidenti di Indonesia e Uzbekistan e il primo ministro della Mongolia.

“Questo comitato ha l’opportunità di diventare uno degli organismi più importanti mai creati. Lo prendo molto sul serio”, ha sottolineato Trump rivolgendosi ai leader presenti, definendoli “grandi personaggi e amici”.


Le dichiarazioni sui fronti caldi: Iran, Hamas e Venezuela

Il discorso del presidente ha toccato i principali punti di crisi globale con toni decisi:

  • Hamas: Trump ha lanciato un ultimatum categorico: “Devono disarmare o per loro sarà la fine”.

  • Iran: Il presidente ha rivendicato il successo dell’operazione Midnight Hammer: “Abbiamo cancellato la loro capacità nucleare. Erano a soli due mesi dall’ottenere l’arma atomica, ora non possono più farlo. Adesso Teheran vuole dialogare e noi siamo pronti a parlare”.

  • Venezuela: Un passaggio è stato dedicato anche alla situazione sudamericana: “Abbiamo catturato Maduro e il popolo venezuelano ne è felice. Ora i rapporti con i nuovi leader sono ottimi”.

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