Il sangue popola le strade dell’Iran, che valore ha la vita senza libertà? E’ la domanda nel cuore, negli occhi, nelle marce di protesta di un popolo coraggioso, senza paura.

Donne, soprattutto donne, gridano una sola volta per quella libertà negata con ingiusta e feroce repressione, incurante dei diritti anche i più elementari- Morti, una litania di voci soppresse, migliaia di persone arrestate.
L’attivista Pegah Moshir Pour dichiara a LAPRESS: “Possibili 20mila vittime, regime arruola i morti”
“Dicono che sia una bugia la cifra dei 12.000 morti: forse stiamo parlando anche di oltre 20.000 morti e in più c’è la difficoltà di recuperare i corpi delle persone che sono state uccise da pallottole, da munizioni da guerra sparate direttamente in testa. Sempre più persone ci stanno dando la stessa versione su questo: le forze di sicurezza negli obitori e nelle camere ardenti ricevono le famiglie chiedendo soldi per restituire le salme, dai 600 milioni di toman fino a un miliardo di toman, ovvero da 3mila fino a 5-6mila euro. Una cifra assurda da pagare per molte famiglie, vista anche la situazione economica e il blocco delle transazioni bancarie. Quindi propongono in alternativa di arruolare le persone già morte, uomo o donna che sia, facendogli prendere la tessera dei Basij, il corpo paramilitare al servizio della Guida Suprema, il braccio operativo della repressione contro i manifestanti”.
L’attivista per i diritti umani e scrittrice Pegah Moshir Pour, nata in Iran e cresciuta in Italia prosegue “Loro questo fanno l’hanno sempre fatto in una maniera più violenta, dai bambini di 10 o 11 anni fino alle persone anziane. Non hanno pietà di nessuno. Siccome i numeri delle vittime civili purtroppo è alle stelle, cercano così di aumentare il numero dei morti del corpo di sicurezza, avvicinandola al numero dei civili. Questo fa capire ancora di più quanto questo regime sia corrotto, usa tecniche mafiose sempre più insopportabili. Le persone sono in pericolo non solo in vita, ma anche nella morte, anche dopo la vita vengono continuamente usate come merce a loro vantaggio. Dobbiamo capire davanti a chi siamo, che non è possibile negoziare con tali persone, che non è più possibile accettare la legittimità di questi assassini. Non sono né religiosi, né repubblicani, non sono niente, sono solo degli assassini che devono essere giudicati dalla giustizia e soprattutto delegittimati. Dobbiamo fare presto, perché sono in pericolo veramente milioni di persone”.
Trump, che in precedenza aveva detto ai manifestanti in Iran che “gli aiuti sono in arrivo”, ha dichiarato in un’intervista alla Cbs News che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti se l’Iran avesse iniziato a impiccare i manifestanti. Le impiccagioni sono state sospese.
Ammirevole una donna su Rete4 “Io parlo come fossi il popolo iraniano e dico: ben venga l’intervento di Trump perché sono 47 anni che portiamo avanti la lotta contro il regime”
Una lotta per la libertà e l’affermazione dei diritti umani storicamente combattuta in maggioranza da donne, ma le femministe piazzaiole e retoriche della sinistra italiana mai hanno riconosciuto il loro coraggio.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano