I racconti di Capitan U 197: Anno1981 – Dio devia la pallottola di Ali Ağca e salva Wojtyla

I racconti di Capitan U 1947 Video

… i fatti principali …

Il 1981 non si discosta dai precedenti e vedrà i soliti sequestri portati a termine delle brigate rosse (rapimento di Ciro Cirillo, ex presidente della Regione Campania e rilasciato dopo lunghe trattative il 24 luglio e il 17 dicembre quello a Verona del generale statunitense James Lee Dozier, poi rilasciato un mese e mezzo dopo).

È anche l’anno della tragedia del piccolo Alfredo Rampi di sei anni che il 10 giugno cade in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Roma. Un’agonia di tre giorni vissuti in una diretta Rai continuata con tutti a pregare davanti allo schermo, ma ogni tentativo di salvataggio non avrà successo e Alfredino non ce la farà lasciando l’Italia ammutolita ed evidenziando le carenze nel coordinamento delle emergenze, portando, anni dopo, alla nascita della Protezione Civile Italiana.

È un anno anche di avvenimenti mondani rilevanti come il matrimonio, il 29 luglio, di Lady Diana Spencer  e il Principe Carlo nella Cattedrale di Saint Paul a Londra e il concerto gratuito di Simon & Garfunkel del 19 settembre a New York, che attirò una folla enorme diventando un evento culturale significativo.

Ho aperto il racconto di oggi con l’immagine di una buona notizia come il fallito attentato del 13 maggio in Piazza San Pietro a Papa Wojtyla e ora evidenzio un altro attentato, per fortuna fallito anche questo, il 30 marzo a Washington, al neoeletto (20 gennaio) Presidente degli Stati Uniti, il repubblicano Ronald Reagan, ad opera di uno squilibrato. Io reputo sempre buone notizie quando non raggiungono l’obbiettivo le azioni violente atte a eliminare “definitivamente” problemi politici o religiosi non superabili altrimenti.

… il mio racconto di oggi …

… il racconto di oggi sarà breve ed imperniato tutto sulla mia partecipazione al Festival di Sanremo 1981 con la canzone “Mille vote ti amo”. Come vi ho raccontato nelle storie precedenti, nel 1979 fui costretto a crearmi una mia etichetta, l’”Amiamoci”, perché le case discografiche, le cosiddette “Major”, trovavano delle difficoltà nel propormi in Rai, e ai media in generale, per il mio modo anarchico e fuori dagli schemi nel rapportarmi con l’ambiente musicale; praticamente mi muovevo da artista libero, “mondato” da qualsiasi compromesso o lusinga politica. Avevo, però, nella mia faretra molte frecce che funzionavano ancora: le mie canzoni!

 

E così, presento la mia proposta alla giuria di esperti musicali che scelgono le canzoni e gli interpreti per l’edizione del Festival del 1981. La giuria all’unisono accetta il mio brano e la mia partecipazione e… scoppia un casino. Sono il primo artista a presentarsi con una propria etichetta e questo dà un fastidio enorme alle major che vedranno alcuni loro artisti esclusi. Una major molto importante minaccia addirittura il ritiro, ma io non mi faccio intimorire e salgo sul palco delle prove. Come inizio a cantare dalla sala si alzano dei mugugni: alcuni giornalisti mi criticano ferocemente per il testo che, in un periodo di” apparente” benessere generale, ho la “sfacciataggine” di trattare argomenti che sono di competenza solo di una “certa sinistra culturale” … già, oso cantare nel 1981 di ragazzi che, benché diplomati o laureati, non trovano lavoro, non possono permettersi l’affitto di una casa dove “vivere” il diritto all’amore e crearsi una famiglia. Sono alle prese con nottate in bianco passate sui conti che non tornano mai… ma, invece di scendere in piazza a urlare o fare casino, preferiscono scrivere il loro disagio sui muri con frasi che inneggiano all’amore e alla speranza che un giorno i loro figli possano vivere un futuro migliore.

Morale: la sera mi esibisco e ottengo un grosso successo dal pubblico del teatro Ariston ma la giuria dei giornalisti, che ha già votato prima che terminassi di cantare, stabilisce la mia esclusione dalla finale. La cosa non mi sorprende e non mi creerà nemmeno danni, anzi!  Faccio parte, in qualità di “discografico, cantante e autore” della compilation che batterà il record di tutte le edizioni precedenti vendendo quasi un milione di album. Il “singolo”, pur non raggiungendo cifre vertiginose di vendita, ottiene un buon successo e ”Mille volte ti amo” si appropria, grazie al pubblico ed alle radio libere che non mi abbandonano mai, del proprio diritto di esistere e non sfigurare.

… concludendo …

… quanto da me cantato nel 1981 si è verificato puntualmente: ancora oggi riscontriamo la difficoltà di ogni coppia nel potersi permettere un appartamento decente o un lavoro adeguato alle proprie capacità, spesso baipassati da “altri” sia negli avanzamenti di carriera o nell’assegnazione di case popolari. Inoltre, la loro esistenza è giornalmente “sconquassata” da scioperi improvvisi o scippi ripetuti e violenze inattese subite andando al lavoro o mettendo il naso fuori dal portone di casa. E la giustizia? … quanto accade è sotto gli occhi di tutti e ai più  “pare” che, stranamente, chi delinque goda di diritti privilegiati rispetto a chi subisce: gli esempi sono molti e assistiamo a una lotta continua tra chi segue quanto stabilito dalle leggi di chi governa e “arresta” chi delinque, e le effettive pene in seguito inflitte.

Voglio ricordare solo un fatto recente che mi permetterà di concludere questo mio racconto: tempo fa una donna è stata rapinata del proprio cellulare e, siccome non voleva “mollarlo” è stata picchiata dal suo aggressore. Il Giudice, nell’emettere la sentenza di Appello, non ha tenuto conto dell’aggravante del furto avvenuto con violenza, perché, secondo quanto riportato nella sentenza stessa, che io rispetto, ma come molti non comprendo, ”la vittima ha fatto resistenza causando la reazione violenta del ladro”… quindi, in parole povere, doveva semplicemente accettare il furto, non reagire, e andare a sporgere denuncia.

Se il Giudice ha stabilito ciò, vuol dire che tecnicamente era nelle sue competenze interpretare e decidere, e, ripeto, ogni sentenza va rispettata … Allora io, d’ora in avanti, girerò nascondendo il cellulare dentro le mie mutande per salvaguardarlo, dato che in esso sono contenute tutte le mie credenziali, i miei conti, le mie password … la mia vita … sono certo che, per non offendere e limitare le intenzioni di un ladro che vuole “soltanto” appropriarsi del mio cellulare, nessuno mai potrà costringermi ad abbassare gli occhi ed a calarmi le braghe per consegnarglielo!

Questo è il mio primo racconto dell’anno nuovo e intendo salutarvi con un augurio e un monito gentile dedicato singolarmente ad ognuno di voi … Non Abbassare gli Occhi … mai! … Vivi l’anno nuovo all’insegna della dignità, della fantasia, dell’amore e della speranza, come cantavano i Matia Bazar nel 2000 per salutare il nuovo millennio.

 

… Buon 2026 …

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

5 thoughts on “I racconti di Capitan U 197: Anno1981 – Dio devia la pallottola di Ali Ağca e salva Wojtyla

  1. Ogni volta ti leggo sempre con piacere e stavolta, a differenza delle volte precedenti, sapevo già di questi fatti. Di Alfredino ho visto anche la serie che hanno realizzato.

    Quanto al tuo brano sei stato grandioso a fare tutto da te e “mille volte” (anche se pochi) complimenti. Alla faccia delle grandi Major. Sei stato sempre visionario e ti meriti tutti gli apprezzamenti possibili.

    Grande come sempre Umberto

  2. Come sempre ci ricordi e fai rivivere fatti storici che hanno segnato la nostra vita nel bene e nel male e per quanto riguarda le tue vicende personali hai sfidato con audacia il potere discografico e televisivo e alla fine hai avuto la meglio….sei un grande . Buon Anno

  3. Grandissimo come sempre Umbi
    Certo che il 1981 ci ha dato tantissimi dispiaceri , il più grande rimane quello di Alfredino tutta Italia era con il fiato sospeso,e la speranza che c’è la poteva fare, mi ricordo in particolare di quel uomo che si era calato nel fosso, ed era riuscito a toccare la mano del povero Alfredino.
    Che possa riposare in pace Alfredino.
    Un altro dispiacere è stato,che quel anno abbiamo perso due grandissimi della musica.Bob Marley e il nostro bravissimo Rino Gaetano, che ha perso la vita in quel bruttissimo incidente stradale con la sua auto,
    Una altra cosa buona che ci ha regalato quel anno e stato l’invenzione da una ditta tedesca la radio digitale DAB.
    ed ovviamente la tua bellissima canzone che hai portato a Sanremo MILLE VOLTE TI AMO.
    Mille volte,hanno sbagliato la giuria, mille volte hanno sbagliato le case discografiche che hanno cercato di farti escludere.
    MILLE VOLTE hai avuto ragione tu, con la tua bravura,la tua tenace ,di andare avanti, senza RACCOMANDAZIONI da nessuno , ne dai produttori delle varie TV , …
    Mi viene in mente il bellissimo brano di Domenico Modugno
    UN CALCIO ALLA CITTÀ…Ecco io glie la dedicherei a tutti quelli che non hanno voluto credere in te, Cambiando il Titolo con
    UN CALCIO NEL SEDERE a tutti loro …
    Buon Anno Umbi a te e a tutti i lettori.

  4. Ciao Capitan U, non potevo mancare al nostro appuntamento su Milano Post, ma quest’anno l’ influenza ha deciso di avvicinarsi anche me.Ma veniamo a Umberto Napolitano nelle vesti di discografico Major. Un gran bel brano avevi in mano, adatto anche a un Sanremo 2026,non oso immaginare che fermento intorno a te….era il caso di mettersi in tasca un cornetto rosso ma,la qualità del pezzo ti ha dato comunque la soddisfazione meritata! Un’abbraccio Capitano

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