Un tentativo forse, ma indubbiamente un esperimento di rieducazione e di inclusione positivo.
Un progetto che indubbiamente impegna anche le maestranze del carcere, ma che in egual misura svilupperà senso di responsabilità e di riflessione nei detenuti. Si parla tanto di reintegrazione, di socialità senza preconcetti e questa iniziativa dà ragione a un dettato di fiducia e di speranza. Trent’anni fa seguivo un docente universitario nel carcere di San Vittore per svolgere esami di Scienza delle costruzioni e so i volti felici, dialoganti, per quell’occasione di riscatto.
Una nuova realtà industriale nasce all’interno del carcere di Bollate, in provincia di Milano, grazie al Progetto 2121, che prevede in collaborazione con imprese il trasferimento di un ramo di azienda all’interno dell’istituto di pena, per offrire un lavoro dietro le sbarre.
Tra loro anche Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Ma molte dovrebbero essere le imprese interessate.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano