I dati dei contagi e delle vaccinazioni che non valgono per Sala e il PD

Milano

La Lombardia è chiusa, Milano è chiusa alla riscoperta della speranza per chi, dopo un anno di pandemia, pensava non si ripetesse la solitudine del lockdown. Inutile recriminare: i dati sono dati e dovrebbero valere ugualmente per tutti. Ma per Milano non è così e alle sacche dei “liberi” e “chi se ne frega” (vedasi Rom, immigrati, Centri sociali) si aggiungono i musulmani, ma che ogni venerdì, nella moschea abusiva di via Carissimi a Milano si radunano numerosi,  in fila per entrare all’interno della palazzina che ospita il centro culturale islamico. I controlli? Quasi inesistenti, mentre il comparto commerciale è multato e impossibilitato ad operare.

Misteri che qualcuno dovrà spiegare. E dovrà anche chiarire perché la campagna di demonizzazione della Lombardia diventi ogni giorno più feroce senza ragione e il riferimento a Sala e PD sono voluti. E, basandosi sempre sui dati riportati da il Giornale “La Lombardia è la Regione che finora ha somministrato più vaccini (1.678.434 dosi), seguita da Lazio (1.082.945 dosi) e Veneto (940.119 dosi). Sono i dati contenuti nel bollettino elaborato da Ministero della Salute, presidenza del Consiglio e dal commissario straordinario al Covid-19 aggiornato alle 15.31 di ieri. Una «macchina» che non si fermerà nemmeno durante le festività. Rimarranno attivi anche a Pasqua 27 centri vaccinali in tutta la Lombardia (dieci a Milano) e 79 il giorno di Pasquetta. Domenica sono previste 7.656 iniezioni e 28.632 lunedì. L’assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni sottolinea che il sistema di vaccinazione lombardo «sta funzionando e questo anche grazie all’impegno capillare e costante dei volontari della protezione civile, nel fine settimana di Pasqua saranno circa 700 al giorno dislocati presso i centri regionali».

Disguidi dalle convocazioni fatte da  Aria? Il dato si ferma alle ore 18 della prima giornata con postale Posta. Dettagli da Il Giornale “Contando che nella fascia interessata rientrano 450mila cittadini, quasi la metà si è attivata subito e ha già un appuntamento. Per l’esattezza, sono 177.313 i nati tra il 1942 e il 1946 che hanno prenotato l’iniezione attraverso la nuova piattaforma digitale, in pochi minuti hanno scelto il giorno e la sede più vicina a casa tra le tre proposte. Meno utilizzati gli altri tre canali attivi sempre da ieri, il Contact Center 800.894.545 (scelto da 11.551 anziani), i mille Postamat negli uffici postali (1.603 anziani) e i postini dotati di postamat (1.647 registrazioni). E l’assessore al Welfare Letizia Moratti ha annunciato ieri un’altra novità importante, che dovrebbe permettere di centrare l’obiettivo di concludere entro l’11 aprile la fase vaccinale dedicata agli over 80:

«Dal 7 all’11 aprile gli ultraottantenni che hanno aderito alla campagna ma non sono ancora stati chiamati – ha spiegato – potranno vaccinarsi recandosi semplicemente presso il centro più vicino. Dovranno essere muniti di documento di identità e tessera sanitaria».

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