Davvero “formidabile” la politica estera del governo Conte

Politica

Sarà opportuno che il presidente del consiglio si rechi alle camere per illustrare, anche sommariamente, le coordinate di politica estera del governo.

Non trovasse il tempo, andrebbe bene anche una conferenza stampa senza contraddittorio da Palazzo Chigi, come suo speciale costume.

In una situazione normale rivolgeremmo questa preghiera a Sua Eccellenza il ministro degli esteri. Ma poiché il presidente del consiglio ha ritenuto di dover accompagnare il ministro degli esteri in quella che parrebbe una missione di stato nel Mediterraneo lo chiediamo a Sua Signoria.

Il ministro degli esteri lo abbiamo ascoltato. Egli ha detto che non é il momento delle polemiche, che il paese deve essere unito davanti ai risultati conseguiti. Un discorso che ha ricordato le parole del maresciallo Badoglio dopo la conquista di Addis Abeba.

Perché mai Sua Eccellenza il ministro temeva polemiche? Forse sapeva che l’Italia era atterrata dalla parte sbagliata del confine libico? Ha studiato geografia?

L’Unione europea riconosce e sostiene il governo Serraj, stanziato a Tripoli. Haftar che comanda Bengasi é considerato invece un brigante che sequestra cittadini di altri Stati quando non attacca armi alla mano il legittimo governo di Tripoli.

A difendere Serraj sono andati i turchi. L’Italia copriva di omaggi Haftar. Non ci permettiamo di accusare il governo come pure é stato fatto arbitrariamente di compiacere un nemico della comunità occidentale.

Magari il governo Conte ha in mente un piano di mediazione politica internazionale efficacissimo. Lo palesi. Questo non per noi, gli italiani, credono, obbediscono e riveriscono, ma per le capitali europee e quella statunitense che invece si chiederanno cosa sta combinando l’Italia. Come diavolo si sono messi in testa a Roma di omaggiare Haftar?

Il governo ha purtroppo un precedente con la liberazione di una cooperatrice sequestrata da BokoHaram, organizzazione terroristica conosciuta per le sue stragi di cittadini occidentali.

In quel caso però nessun esponente del governo si mosse per incontrare i capi di quei tagliagole. In quel caso, al massimo si sono dati dei soldi.

Haftar i soldi ce li potrebbe dare lui a noi. Per cui bisognerebbe spiegare che cosa vuole o ha ottenuto in cambio il generalissimo.

Nessuna polemica. Siamo consapevoli dell’importanza di aver riportato dei nostri concittadini imprigionati in Libia, ben felici di tornare nella liberissima Italia che si accinge a festeggiare il santo Natale.

Siamo persino propensi  a credere che il governo italiano abbia un meraviglioso piano per la pacificazione della Libia.

Magari Sua Signoria il presidente del consiglio conta di convocare a luglio tutte le tribù di quella regione a Villa Madama per presentarlo. Gli Stati Generali libici dopo quelli italiani.

A maggior ragione, dia anche solo la notizia di queste sue magnifiche intenzioni per rassicurare i partner occidentali.

Quei sempliciotti, incautamente, potrebbero essere propensi a credere che non solo l’Italia cede ai ricatti, ma striscia davanti a chi li commina.

Riccardo Bruno da “La Voce Repubblicana”

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