Sala predica bene ma razzola male sullo smart working

Fabrizio c'è Milano
L’Italia è uno strano paese dove i dipendenti delle amministrazioni sono ancora in Smart Working mentre i lavoratori autonomi, cioè quelli meno protetti rispetto alla  perdita di reddito e di lavoro, sono invece da più di un mese impegnati in una difficile ripresa.
Certo nel pubblico ci sono delle eccezioni importanti: il comparto sanità, quello sicurezza e quello dei servizi pubblici (trasporti e ambiente).
Il Sindaco, con il solito ritardo, si è reso conto dei limiti dello smart working applicato ai 15.000 dipendenti comunali. Molti cittadini, molte attività rimangono senza risposta nello loro richieste perché gli uffici sono chiusi. Le procedure sono appesantite dal fatto che pareri e approvazioni non circolano.
Ora bel bello, forse avendo visto il deserto del centro storico, il cambio di rotta di Sala sullo smart working:” voglio evitare l’effetto Grotta”.
Sala ora deve però passare dalle parole ai fatti e qui il personaggio ha sempre mostrato incapacità: Lui auspica lo smart working ma molti lavoratori comunali sono ancora in smart working pur non avendo il PC in uso. Quando torneranno in ufficio? Gli asili nido comunali  non hanno riaperto pur essendo stata autorizzata l’apertura dal Governo.
Il Consiglio Comunale è ancora on line e non riesce a deliberare nulla se non mozioni e odg perché la Giunta non produce atti e delibere.
Allora Sindaco Sala tolga dallo smart working i 15.000 dipendenti comunali. Dia più efficienza alla macchina comunale e alla Giunta e aiuti Milano a tornare ad essere la città più dinamica d’Italia.

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