Convivranno degrado e “tetti e pareti verdi, nel cuore della città.” Questo è il green di Sala

Milano

Vai, corri Milano: nel 2030 sarai così green che Greta rimarrà in silenzio, attonita davanti a tanto green. Un green che Sala e Maran prefigurano nei sogni, come l’apertura dei Navigli, l’urbanistica tattica e la folla delle Olimpiadi a bocca aperta davanti all’avveniristico San Siro. Che meraviglia devono essere i sogni di un Sindaco bravissimo a cogliere l’onda che va di moda e suggerire che per quel sogno da realizzare esiste solo Lui con la sua visione. Può essere l’amministratore della città. E, quindi, la sua politica ad escludendum per i problemi di tutti i giorni, delle zone disastrate, della manutenzione, della vita di chi fatica, vola alto, così alto che il comune mortale non ha alcun beneficio. E vai, corri Milano, e diventerai green nel cuore della città, con tetti e pareti green, con nuovi parchi, piazze trionfali di green, orti pensili: un tripudio. Sempre nel cuore della città. D’altronde si possono immaginare le case popolari, arabescate dalla muffa, con le tegole rotte, i gradini dissestati, una pentola in camera a raccogliere l’acqua piovana, diventare giardini in fiore?

Come mai anche i Giardini Montanelli non hanno un impianto di irrigazione? Ma soprattutto i fiori (e intendo i rifiuti) disseminati in ogni luogo sono il green dei poveri? Ma, siccome è stato presentato un piano da oggi al 2030, ecco la cronaca raccontata da Maran «Il tetto in futuro non sarà più solo una copertura, ma avrà una funzione specifica: ridurre le isole di calore e far sì che la città sia sempre più “green”» Insomma ci saranno 20 parchi in più e altri tre milioni di alberi che nel frattempo saranno stati piantati, e poi verdi saranno le coperture degli edifici. Il piano riguarda ovviamente il cuore della città. Il verde esistente patria di degrado, di spaccio e di odori continuerà la sua vita sempre più stentata.

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