Degrado e rifiuti, via dei Fabbri diventa rifugio della movida

Milano

Ancora ti illuminavano i colori d’oro di un tramonto primaverile, là in via dei Fabbri, protesa ad una finestra, negli anni 70. Il profumo di un risotto alla milanese, fatto con l’arte della tradizione, inondava le scale per suggerirti che meglio di così non si può gustare, che in quella casa linda di lavoro, era un premio, che il mondo, tutto il mondo stava in quella zuppiera fumante d’amicizia. Rivedendola oggi si è rotta una memoria, l’incanto delle cose e dei sentimenti “buoni.”

Semplicemente, davanti all’odore che trasforma l’aria, al degrado irrimediabile di quella stradina irriconoscibile, ti chiedi con quale forza, con quale voluto abbandono possa oggi presentarsi e vivere di rifiuti e sporcizia. Buia, un lampione pericolante, vomiti dove capita, siringhe sparse, vetri di bottiglie, un negozio chiuso e poi una palazzina abbandonata al suo destino e quell’odore indecifrabile che non ti lascia. Anche questa è la Milano che Sala non vede, al Ticinese, a via De Amicis. E sarebbe una zona “nobile”, con la Basilica di San Lorenzo a due passi, con la movida che festeggia con l’alcol e la droga. Un luogo riservato, via dei Fabbri, con il suo posteggiatore abusivo, racconta il Corriere, fiero di essere unico. Il vicolo è diventato la latrina ufficiale dei balordi delle Colonne. Una residente spiega al Corriere «E quando piove si formano delle piscine, come fosse uno slum di Bombay». Ma questa è un’osservazione che tutti i milanesi possono esprimere, nell’incuria abituale dell’amministrazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.