Gli antagonisti e i migranti salutano con il fazzoletto in mano Majorino che se ne va

Milano

Ma sì, Majorino se ne va con l’alloro del deputato europeo, con la certezza di essere un fenomeno, nelle tasche tutti i diritti veri o presunti che ha difeso nelle piazze, nelle tavolate, per sbatterle sul tavolo di quell’Europa che deve essere cambiata. Ma il PD che cosa vuol cambiare se ha sempre detto sì? A luglio, dice Sala, ci sarà il rimpasto di una pasta stracotta, con gli stessi protagonisti su piatti fumanti di orgoglio. Majorino se ne va ed è una notizia per cui i derelitti dimenticati si fregano le mani, ma la percezione dell’esistenza della marea dei bisognosi con pelle bianca non abita a Palazzo Marino. Il Centrodestra unito (e ignoriamo le ubbie della Meloni e forse anche di Salvini di essere autonomi) ha due anni di ascolto e di lotta. Le due coalizioni sono quasi appaiate, le occasioni per evidenziare le criticità sono molteplici, il parlare masturbandosi il cervello lasciamolo a sinistra. E, guarda caso, il Municipio 2 e 7 condotti da un leghista e da un forzista hanno confermato ancora la maggioranza di centrodestra. E’ iniziato comunque il giochetto delle probabilità, ma non si pensa che cambino la direttiva e le preferenze di trattamento di Majorino.

Ancora non si sa se gli antagonisti dei Centri Sociali e i migranti più o meno clandestini stiano organizzando con il fazzoletto in mano, un mega addio di rimpianto, gozzovigliando esentasse.

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