Chissà cosa pensano il lupo, l’anatra e il gallo cedrone che hanno visitato in questi giorni Milano

Milano

Una Milano strana, una Milano diversa. Se ne parlava nell’aria, quando il vento soffia veloce e incuriosisce le nuvole, gli animali. Una Milano da vedere, per poi riferire gli anfratti bui, le luci accecanti, il degrado invadente. Una Milano vociante, con lingue diverse, gli uomini a confondersi nel buio, gli ubriachi a menare i coltelli.

Per questo un lupo con gli occhi d’ambra è caduto nel Naviglio, sporgendosi un po’ troppo per curiosare, richiamato da una musica assordante e da un via vai convulso e inspiegabile. Ma non era così la Darsena, con i suoi colori sfumati di tenerezza. L’hanno salvato, lo riporteranno nel suo habitat al parco Ticino e racconterà l’avventura.

E un’anatra giocherellona e simpatica ha portato a fare un giretto tra gli umani, 8 figli anatroccoli che sono finiti in piazza Tito Lucrezio Caro. Un giretto, dopo il ricongiungimento. Ma no, la città non era piacevole e, scortati dai vigili fino al Naviglio Pavese quasi fossero  una famiglia reale, si sono tuffati felici e contenti.

Il fatto è che anche un gallo cedrone, segnalato da un lettore del Corriere nelle vicinanze del quartiere Adriano, esponeva la sua bellezza, guardando l’orizzonte. Fa un richiamo, poi altri due, ma quello che vede è ben diverso dalle sconfinate montagne dove solitamente vive. La sua indipendenza e i ritmi folli di una città che non lascia spazio al dialogo.

Le visite degli animali sono autentiche, ma non è dato sapere con certezza che cosa abbiano pensato.

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