Clochard affamato ruba un filetto di branzino: è furto?

Milano

La fame è davvero una brutta bestia che annebbia il cervello: così si pensava una volta. E quel clochard per ora senza un nome, senza età, senza identità, non si sa da dove venisse, perché fosse un affamato, perché un filetto di branzino rappresentasse per lui, la vita. Con i suoi stracci sostava vicino all’Osteria di Brera, in via Fiori Chiari, quando ha visto un cliente che si accingeva a mangiare un filetto di branzino. Non ha saputo resistere e l’ha rubato trangugiato con voracità ed è scappato. La povertà è anche rinunciare ai sapori, ai cibi evocativi di un pezzo di vita felice e la tentazione diventa memoria, emozione. Perché il pezzo di pane non basta a saziare un desiderio, un ricordo. Ma davvero rispondere anche in modo maleducato ad un sapore vestito di sentimento, è un furto? L’opinione comune dice sì, non si deve fare. Ma è legittimo e legale che nessuno provveda alla sofferenza dei clochard? Per la cronaca Milanotoday racconta “Tutto è successo alle 14, come riferito dagli agenti della Questura di Milano. I proprietari, accortisi dell’insolito furto, hanno subito allertato il 112 e sul posto sono intervenuti i poliziotti di via Fatebenefratelli. Ma gli investigatori non hanno potuto fare altro che constatare il furto, il clochard affamato era già scappato facendo perdere le proprie tracce.”

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