Area B, la Ztl più grande d’Italia entrata in vigore solo il 25 Febbraio, come era facile immaginare già comincia a mietere le prime vittime: sono gli artigiani costretti a rinunciare a commesse in Milano perché impossibilitati a cambiare furgoni acquistati con sacrifici pochi anni fa. Ora quei mezzi dovrebbero essere rottamati anche se sono in perfetto stato, ma in pochi possono permetterselo. Piange il cuore a dover rinunciare a commesse su cui ormai contavano.
In tanti sfidavano ogni mattina il traffico della tangenziale per venire a lavorare in città, ma ora non lo possono più fare. Come Gino R., un elettricista intervistato da Libero. Il suo è un motore fuorilegge dal 25 febbraio quando sono entrate in vigore le nuove Aree C (inasprita per l’occasione) e B. L’artigiano è desolato «Mercoledì dovevo rifare l’intero impianto elettrico in un ristorante in piazza Missori, ho chiamato e ho detto che non potrò farlo, come potrei?» E quando gli viene chiesto se non gli è possibile cambiare il suo mezzo, risponde «No, al momento è impossibile, il Comune di Milano mi chiede di cambiare un’auto che ha sette anni, che da un giorno con l’altro non può più circolare, ma che funziona perfettamente» Un veicolo che gli è costato oltre 25 mila euro, che ha finito di pagare tre anni fa e che oggi è da rottamare. «Molti miei colleghi hanno mezzi che non possono più circolare. Pensiamo ai lavoratori: quanti furgoni diesel Euro 4 ci sono a Milano? Tutte le aziende, gli artigiani, i professionisti, saranno costretti a cambiare il mezzo? E chi non può permetterselo? Dovrà chiudere?»
Gino si chiede, e con lui sono in molti a farlo, perché il Comune non permette loro di circolare come ha fatto con agli ambulanti. Loro anche con mezzi diesel Euro 3 possono entrare in città fino all’area B e nelle Zone a traffico limitato, a patto di percorrere meno di 500 km l’anno.
Sala e la sinistra però fanno orecchie da mercante, continuando a compiacersi per Area B e a lodarla. Il sindaco, all’inaugurazione della XXII Triennale di Milano incentrata sul difficile rapporto tra l’uomo e l’ambiente, il problema lo ha schivato e non ha perso l’occasione per lodare i nuovi limiti alla circolazione.
Gli artigiani ringraziano.
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Gli ambulanti rappresentano, per Sala, scure entrate economiche per le casse del comune.
I mezzi sgangherati, quasi sempre appartenenti a stranieri, che circolano in città non rappresentano per il Sindaco un fattore d’inquinamento.
I veicoli dei privati italiani, invece, non sono regolari anche se hanno pochi anni di vita.
Alleluia, viva l’uguaglianza
In 10 anni hanno costretto a cambiare almeno due volte il parco mezzi a migliaia di societa’. Molte delle quali, tra cui due miei clienti, sono saggiamente “migrate” fuori citta’. Il danno maggiore e’ stato per i dipendenti ed i collaboratori esterni che abitavano in citta’, costretti a questo punto a raggiungere le sedi in auto. Considerando che la meta’ dei verbali del comune di Milano non viene proprio pagata (a questo punto direi giustamente), spero proprio che le vittime di questo ennesimo sopruso seguano tale esempio. Quello che stiamo vivendo da 10 anni e’ solo il PRELUDIO: hanno gia’ in mente, secondo il PUMS di bloccare entro pochi anni anche euro 4 a benzina e euro 6 diesel. #GiletGialli !